16 Maggio 2026
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91 punti, difficile fare meglio

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


Ottimo Napoli contro il Crotone, prestazione superlativa contro una avversaria arrivata alla sfida del San Paolo troppo caricata di tensione. I pitagorici sapevano che, anche vincendo, non erano molte le speranze di rimanere nella massima serie, poi dopo il gol di Milik, la squadra di Zenga è come se avesse mollato, proseguendo la gara per inerzia. Peccato perché, come ha detto il tecnico dei calabresi in sala stampa, con un calendario più benevolo nelle ultime due partite, probabilmente sarebbe arrivata un’altra salvezza dopo quella storica dello scorso anno. Il Crotone l’avrebbe anche meritata se si pensa che, solo una settimana fa, metteva alle corde la Lazio, ribaltando uno svantaggio iniziale per poi subire il pari a cinque minuti dalla fine. Negli ultimi 90′, il Napoli aveva la motivazione di arrivare a 91 punti, non si poteva steccare dinanzi ad uno stadio gremito e le gare vanno sempre onorate, concetto che deve ancora essere inculcato in una certa mentalità, averne una vincente non significa per forza anche onesta.

Nulla da dire sulla vittoria degli azzurri, rei di una disattenzione solo nei minuti di recupero che è costata il gol di Tumminello, con Sarri inferocito in panchina. Proprio sul tecnico nativo di Bagnoli è il caso di fermare un po’ l’attenzione: il pubblico seguita ad osannarlo e lui, schermito, s’è inchinato a fine gara come segno di riverenza e ringraziamento verso una città che non gli ha mai fatto mancare il suo sostegno. Le dichiarazioni che ha rilasciato a fine gara sembrano preludere ad un congedo dopo un triennio denso di emozioni ma avaro di vittorie. Gli vanno riconosciuti meriti infiniti, veniva dall’Empoli ma in tre anni ha conseguito due secondi posti, facendosi apprezzare da tutti per un gioco soave e spumeggiante, insomma per aver reso il Napoli una realtà consolidata nonostante il provincialismo e il pressapochismo societario.

Qualche errore non è mancato, anche da parte di uno dei tecnici più ambiti nel panorama europeo, come il fatto di aver insistito troppo su determinati giocatori facendo sì che arrivassero a fine campionato senza fiato, evidentemente gli altri a disposizione non gli offrivano le garanzie richieste, quelle di cui la società non ha mai tenuto conto. Non è mai successo che a 91 punti non si vincesse lo scudetto, merito della Juventus che migliora il proprio rendimento di anno in anno, anche se in questo campionato aleggiano ombre che non si possono ignorare. Si è avuta la sensazione, chiamiamola sensazione, che il Var, strumento tecnologico introdotto per il primo anno, non sia stato usato con equità, si è verificato in troppe partite per derubricare il tutto a meri episodi.

Che non si parli di complotti o malafede ma appare evidente che la volata finale per il tricolore sia stata viziata da topiche arbitrali, forse figlie di una atavica sudditanza verso un club associato al potere, e si sa che i poteri meglio ingraziarseli che osteggiarli. Il Napoli ha commesso l’errore, dopo l’impresa dell’Allianz Stadium, di farsi condizionare troppo da Inter-Juve scendendo in campo svuotato nella gara di Firenze, interrogato sulla questione, le parole di Sarri hanno dissipato ogni ambiguità: “Lo scudetto l’abbiamo perso nell’albergo di Firenze”. La differenza tra chi ha la mentalità vincente e chi no è proprio quella di vincere le partite prima di raggiungere lo stadio, le parole di Sarri hanno testimoniato la strada che c’è ancora da fare per maturare la giusta mentalità. Quella che, da sempre, contraddistingue la Juve che, per giunta, ha anche due titolari per ruolo, un occhio di riguardo nelle fasi cruciali, ecco spiegato perché il Napoli non festeggia il terzo tricolore della sua storia nonostante i 91 punti conquistati.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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