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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Con la bella vittoria contro la Fiorentina e la conseguente conquista dell’Eruopa League diretta, il Milan chiude il suo cosi detto anno zero. Un anno, questo, che ha visto andare in scena la seconda rivoluzione rossonera dopo quella dei senatori nell’estate del 2012. In questi due cambiamenti radicali, un uomo è stato presente ad entrambi gli stravolgimenti, ovvero Gennaro Gattuso. Nella prima lasciava San Siro in lacrime per dare l’addio (solo in senso fisico) ai colori rossoneri e nell’altra per riabbracciarli e tirarli dal fango a mani nude. Eh già, perché dopo i 200 mln spesi dalla nuova dirigenza nel mercato estivo, il Milan era proprio nel fango e il ritorno a casa dell’ex stella rossonera ha ridato a tutto l’ambiente la forza per uscirne.
Colui che invece non è riuscito a far parte in positivo della rivoluzione del club di Via Aldo Rossi è stato Vincenzo Montella, che è stato esonerato a campionato in corso per far spazio al tecnico calabrese. L’aereoplanino, dopo i cambi dell’estate, non è riuscito a trovare la giusta quadratura della sua nuova squadra e i tanti cambi di modulo e le numerose diverse formazioni, hanno fatto da sentenza. Il Milan, infatti, dopo aver conquistato 6 punti nelle prime due giornate, non è più riuscito a mettere bene piede in campo, incappando in sconfitte e pareggi che man mano disegnavano il destino del tecnico campano. Con l’arrivo di Gattuso, invece, oltre alle scontate grida e agli schiaffoni, è arrivato a Milanello un vento fresco pieno di bel gioco e una formazione tipo ben precisa. Tanti sono i giocatori che sotto la sua ala sono completamente rinati e uno di questi è sicuramente Hakan Calhanoglu. Il turco durante la gestione Montella, che lo schierava come interno di centrocampo, è stato addirittura etichettato come “bidone” dai “tifosi” più stupidi, ignari dell’immenso talento che si celava nei suoi scarpini. L’ascesa del numero 10 rossonero è iniziato a Firenze e consacrata a Milano contro la Fiorentina, un girone esatto per mostrare alla Serie A l’immenso talento dell’ex Bayer, che finalmente ha dato un senso alla maglia numero 10 del Milan.
La sopresa più grande, però, è stata l’astro nascente di Patrick Cutrone. L’attaccante classe 1998 è stato capace di spodestare alla sua prima stagione da professionista due del calibro di André Silva e Nikola Kalinic, pagati entrambi circa 65 mln di euro. Il numero 63 ha segnato nella sua prima stagione in Serie A ben 10 reti, mentre nel totale della stagione, compresa l’Under 21, è stato capace di mettere a segno la bellezza di 22 realizzazioni. Non male per un ragazzo proveniente dalla Primavera e che a poche ore dalla chiusura del mercato era praticamente un giocatore del Crotone. Rimasto a Milano, però, ha dimostrato alla dirigenza rossonera che il bomber ce l’avevano in casa e, ad oggi, è l’unico sicuro del posto in attacco la prossima stagione.
Adesso conquistata l’Europa League e messo il cemento per delle ottime basi, è arrivato il momento di costruire pian piano di nuovo un Milan vincente, capace di poter lottare già dalla prossima stagione per un posto in Champions League. Gattuso, a dimostrazione che ha già la testa alla prossima avventura, dopo la gara con la Fiorentina ha avuto un incontro a cena con la dirigenza durato ben 4 ore, dove si sono toccati i punti più importanti per portare avanti questo progetto vincente. Insomma, il postumi della risvoluzione sono ormai un ricordo lontano e a Gattuso, insieme ai suoi ragazzi, non resta altro che proseguire per questa strada.

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