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Aggressione ai tifosi della Frattese: San Mauro a rischio chiusura

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DI STEFANO SICA

Momenti di panico, un fuggi fuggi generale e, per fortuna, solo tanta paura. Si è rischiata la strage domenica mattina al San Mauro di Casoria durante il derby tra i viola e la Frattese. Una gara finita sotto la lente di ingrandimento delle autorità di pubblica sicurezza dopo i violenti scontri verificatisi tra le opposte tifoserie prima del return match dello scorso campionato all’esterno del Papa di Cardito (episodi che indussero il sindaco carditese Giuseppe Cirillo ad inibire a chiunque l’utilizzo dello stadio cittadino). Poi la scelta di optare per una rinnovata apertura di credito che, evidentemente, qualcuno non ha saputo cogliere con raziocinio e buon senso, aiutato da una macchina organizzativa che, dati alla mano, ha fatto acqua da tutte le parti. Due i petardi lanciati a metà del primo tempo all’interno del settore che ospitava 50 ultras nerostellati più qualche famiglia con bimbi al seguito (anche la consorte di capitan Claudio Costanzo con i figli). Uno è esploso dopo aver sorvolato a poca distanza il quadrato dei sostenitori ospiti, l’altro è rimasto fortunatamente inattivo. Solo un caso che nessuno si sia fatto male, mentre l’arbitro, Federico Di Benedetto di Novi Ligure, riteneva opportuno sospendere per qualche minuto la sfida per calmare le acque. Lo abbiamo documentato in diretta sulla nostra pagina social, raccontando in tempo reale di quegli attimi concitati che hanno messo a serio rischio l’incolumità dei tifosi nerostellati. Non si sa ancora quante persone abbiano partecipato materialmente al raid. Vedremo quale sarà lo sviluppo delle indagini di polizia, supportate magari dalle immagini acquisite grazie ai sistemi di videosorveglianza che, ci si augura, possano dare un’identità ai colpevoli. E’ stato solo chiaro che il lancio dei petardi è avvenuto all’esterno delle mura di cinta del San Mauro. Là dove erano presenti appena un paio di steward e nessun rappresentante delle Forze dell’Ordine. Strano per una partita da bollino rosso. Falle e piccole superficialità che abbiamo riscontrato anche a fine partita, quando il cancello che separa la tribuna dei tifosi locali dalla porzione di campo per destinazione che conduce verso gli spogliatoi, si è aperto senza alcuna custodia. “Fortuna che abbiamo distribuito i biglietti in prevendita: davanti al settore ospite del San Mauro non abbiamo trovato poliziotti o carabinieri pronti a proteggerci. Avrebbero potuto farci di tutto, abbiamo rischiato seriamente. Dobbiamo ringraziare non so quale stella se non è successo nulla. Come si può gestire l’ordine pubblico in questo modo?”, la denuncia del presidente del Club Nerostellato, Orazio Vitale. Encomiabile, in questo senso, il comportamento dei giocatori del Casoria, i quali hanno provato a tranquillizzare i tifosi della Frattese sia durante il breve periodo di sospensione del match (circa 5 minuti), sia a fine partita. “E va sottolineata la sportività del capitano Giovanni Aliperta, un grande uomo in un mondo del calcio troppo inquinato. A fine gara è venuto verso di noi e ci ha chiesto scusa prendendosi le responsabilità per quanto accaduto sebbene, evidentemente, non ne avesse alcuna di responsabilità”.

Ora si attendono le decisioni del Giudice sportivo che, oltre al referto arbitrale, acquisirà anche un apposito rapporto stilato dai Carabinieri del Comando Compagnia di Casoria. Non erano presenti, in base a quanto abbiamo appurato, commissari di campo. Il Casoria, che finora è rimasto in silenzio sulla vicenda, rischia grosso, con la probabile chiusura del San Mauro per qualche gara. Ne sapremo di più in settimana. Restano tuttavia le voragini nella pianificazione dei sistemi di sicurezza per questa sfida. Un corto circuito di cui in tanti saranno chiamati a rispondere.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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