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Frattese, protesta silenziosa degli Ultras NCF: le ragioni

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DI STEFANO SICA

Un’asta per bandiere non giudicata a norma, qualche drappo che non sarebbe stato ignifugo e quindi non atto a limitare “lo sviluppo di una combustione”, e altre non meglio precisate “infrazioni”. Ed è così che gli ultras della Frattese, riuniti sotto la sigla NCF, decidono di non assistere al match di Coppa Dilettanti con la Virtus Volla pur avendo acquistato regolarmente il biglietto di ingresso. Succede tutto intorno alle 18.30, mezz’ora prima del fischio di inizio. Una cinquantina di ultras nerostellati arrivano allo Ianniello, pronti per guadagnare le gradinate. Con loro il solito armamentario di sempre: alcune bandiere e una lunga asta a sostegno del vessillo principale. Ed è qui che scatta il primo niet dei funzionari di Polizia presenti per il servizio d’ordine: quell’asta non è di materiale pieghevole non scheggiabile. Dovrebbe essere “di plastica, ad anima vuota”, avvertono. In sostanza il ragionamento dei sostenitori frattesi verte sul fatto che da quando sono rientrati allo Ianniello, ovvero da un anno, l’asta in questione è stata sempre introdotta senza incontrare alcun problema. Un atteggiamento giudicato incomprensibile. Il clima si fa teso, come racconta qualche anziano tifoso di passaggio che assiste alla scena. Anche per il comportamento – ritenuto inutilmente esagitato – di qualche poliziotto. Fatto sta che gli ultras scelgono di assumere un atteggiamento coerente, di motivata intransigenza. E, pur disertando gli spalti, non fanno mancare il loro sostegno alla squadra di Amorosetti, che li ripagherà di questo affetto “a distanza” andando a festeggiare con loro la qualificazione al turno successivo nel piazzale antistante lo stadio. Una scena che replica quanto visto nove mesi fa dopo il match con l’Afragolese, disputato a porte chiuse. Di sicuro la condotta delle forze dell’ordine presenti, facenti capo al Commissariato di Frattamaggiore, è risultata anomala per almeno tre ragioni: sia per l’attivazione di una procedura preventiva su striscioni e aste di bandiere mai resa operativa lo scorso anno, sia perché la sfida con la Virtus Volla non presentava alcun profilo di rischio per la totale assenza di tifosi ospiti, sia, infine, perché sarebbe stato sufficiente un avvertimento cautelativo per le prossime gare interne invece di scegliere subito la strada della tolleranza zero. Insomma, la sensazione è che sia mancato un pizzico di buon senso nella gestione della vicenda. Questioni brucianti che ora corrono il pericolo di lasciare strascichi pesanti. Non è esclusa nemmeno una clamorosa protesta che, in occasione del prossimo impegno di campionato col Real Forio, coinvolga tutti i tifosi della tribuna coperta. Gli ultras nerostellati hanno già fatto sapere che non derogheranno dalla loro posizione. Ed è chiaro che urge un tavolo in cui tutte le componenti, non ultima quella societaria, discutano di una exit strategy che metta d’accordo tutti. La Frattese ha bisogno dei suoi tifosi, ed è necessaria una soluzione mediata alla faccenda.

Sul campo la Frattese batte la squadra di Mimmo Panico 2-0 (reti di Simonetti nel primo tempo e Grezio nella ripresa, piattone su assist di Cafaro) e si guadagna l’Afragolese nel prossimo turno. Una gara che gli ospiti hanno interpretato meglio rispetto al match di campionato di sabato scorso. Generosa e ben organizzata la Virtus, sempre protesa alla ricerca del pari che le avrebbe regalato la qualificazione (e quindi il doppio impegno con la squadra di Giovanni Masecchia), non impedendo ai nerostellati di passare in ogni caso come migliore seconda. Tuttavia la Frattese non ha fatto prigionieri, scegliendo di giocarsela fino in fondo senza fare calcoli. Gli ultras, all’esterno dell’impianto, hanno evidentemente apprezzato.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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