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Paganese, l’Under 15 sfiora il sogno: il Piacenza è Campione d’Italia

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DI STEFANO SICA

Si infrange a Santarcangelo di Romagna il sogno scudetto della Paganese Under 15. Nella finalissima del Valentino Mazzola prevale il Piacenza 3-2, ma quanta amarezza per i babies azzurrostellati (oggi in maglia gialla), che avrebbero meritato ben altra sorte. Per larga parte del match ha giocato all’arma bianca la Paganese, penalizzata solo da cinque minuti di apnea dopo la rete del sorpasso di Norcia. Ma a fare la partita è stata quasi esclusivamente la squadra di Salvatore Matrecano, per qualità, intensità e palle-gol.

PRIMO TEMPO – Passano appena 25 secondi quando Turrà porta in vantaggio gli emiliani, freddando senza difficoltà Pinestro che aveva appena respinto una conclusione di Semenza. Una scudisciata che non scalfisce la Paganese, che da quel momento inizia a gestire ritmo ed operazioni di gioco. Terracciano e Norcia fanno la voce grossa: il primo verticalizza con intelligenza e il secondo, da buona posizione, non inquadra la porta di Maianti. Se Terracciano si fa preferire in fisicità ed aggressività, Norcia è un’autentica spina nel fianco della difesa biancorossa, perché è brevilineo e ha una capacità di accelerazione importante. E’ lui a sfornare un cross delizioso dalla destra che Campanile (uno dei due 2005 in campo con Domanico, ed autore del match ball in semifinale contro l’Entella) non aggancia, poi la botta di Terracciano viene neutralizzata da Maianti. Ancora Terracciano ha la palla buona per il pari, ma spara alto a pochi metri dalla porta piacentina sugli sviluppi di una mischia in area. Sempre Norcia chiude l’ennesimo traversone dalla destra che non viene trattenuto da Maianti, ma Campanile si fa anticipare all’ultimo respiro da Lucanto. Ci prova quindi Salerno, altro elemento interessante del roster di Matrecano, ma il suo tiro a giro è telefonato per Maianti. E’ giallo in chiusura di tempo quando Villoni atterra Norcia in area: il fallo sembra netto ma il senese Crezzini, direttore di gara, fa proseguire. Poi è lo stesso Norcia che arpiona un gustoso pallone in area, ma non gli trasmette la forza necessaria per battere Maianti, in presa agevole. E il Piacenza? Si fa vivo solo qualche secondo prima della pausa con Poerio, la cui staffilata a giro mette i brividi a Pinestro (palla fuori). Sarebbe stata una punizione troppo severa per i piccoli azzurrostellati, sempre in pieno controllo della partita.

SECONDO TEMPO – Fase di studio e poi, dopo sei minuti, arriva il meritato pari: Salerno prima chiama al miracolo Maianti con una sassata e, successivamente, decide di operare un’azione di sfondamento della difesa emiliana arrivando a fulminare il numero uno piacentino da pochi passi. Una rete pregevole per preparazione, qualità, freddezza ed esecuzione. Manzi, entrato al posto di Campanile, coglie l’esterno della rete dopo una serpentina partita dalla destra, e solo in quel momento il Piacenza accenna ad una reazione: Poerio si libera con astuzia in area e prepara la botta su cui Pinestro si supera. Ma è un fuoco di paglia perché al 21′ la Paganese mette la freccia: Manzi conclude a tu per tu con Maianti e, sulla ribattuta, per Norcia è facile metterla dentro. In casa azzurrostellata è l’apoteosi. Una gioia che però dura appena un minuto: il Piacenza si guadagna un corner e, sull’esecuzione, Semenza è pronto ad infilare in perfetta solitudine Pinestro sul secondo palo. E’ in questa fase che la Paganese comincia a dare qualche segno di cedimento: dopo una palla persa dagli azzurrostellati, i biancorossi partono in contropiede e Poerio, servito da Lucanto, coglie la traversa con lob velenoso. E’ l’antipasto del gol vittoria (27′): Cloralio, dalla sinistra, la mette in the box, e Turrà sfrutta le proprie leve silenziando Pinestro (in realtà non impeccabile nell’uscita) di testa. Per l’attaccante di mister Mattia Giacobone (in gol nella semifinale vinta 5-0 contro il Fano, Semenza ne aveva fatti due), è il sigillo alla propria doppietta personale.

FINE DEL SOGNO – La Paganese non ne ha più e la gara scivola via senza argomenti veri da spendere. Il Piacenza festeggia, mentre ai ragazzi terribili di Matrecano non resta che raccogliere sotto la tribuna, con un pizzico di legittimo sconforto, l’applauso dei familiari presenti al Mazzola. Sfuma il sogno ma resta l’orgoglio di aver gettato il cuore oltre l’ostacolo. E di aver onorato con pieno merito il lavoro sedimentato nel tempo da Giuseppe Caiazzo e Mario Aiello. La prosecuzione del matrimonio con i due potrebbe dipendere anche dalla categoria che gli azzurrostellati andranno a disputare. Ma i risultati ottenuti da tutte le formazioni del vivaio sono lì, testimonianza indelebile di un percorso che ha parzialmente riscattato il flop finale della prima squadra. Un tesoretto che non andrebbe disperso.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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