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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Ce n’
COL 3-5-2 SI VOLA – I benefici sulla classifica sono già lì, tangibili: gli azzurrostellati, adesso terzultimi a 23 punti, si trovano in compagnia di Casertana (pari interno a reti bianche col Trapani) e Fondi (sconfitta casalinga con la Juve Stabia). La Paganese, all’asciutto al Torre in tutto il girone d’andata, ha già vinto due partite consecutive nel suo fortino e questa è di per sé una notizia. E poi ha totalizzato il record di punti in tre sfide (sette) dopo essere arrivata a farne massimo sei negli ultimi quattro test prima del giro di boa. La risurrezione è palese e fa pendant col cambio di modulo imposto dal tecnico napoletano. Chiusa l’epoca del 4-3-3, spazio ad un 3-5-2 che in serie C può agevolare chi lotta per la sopravvivenza. Del resto anche i temi tattici dello scorso campionato incoraggiano questa teoria, visto che tre delle quattro squadre partecipanti ai play-out adottavano questo sistema di gioco (Melfi, Vibonese ed Akragas). E’ questa la direttrice che ha guidato Favo e, del resto, i numeri sono indicativi: appena due i gol incassati nelle ultime quattro apparizioni col 3-5-2, di cui uno su rigore (al Granillo con la Reggina).
GESTIONE DEI VANTAGGI – Certo, sono dati che non hanno estromesso del tutto la sindrome del braccino corto degli azzurrostellati, che con Akragas e Juve Stabia hanno palesato diversi affanni nella ripresa. Anche col Matera, la sofferenza nell’ultimo quarto d’ora è stata marcata a causa di una gestione della palla non eccellente. E’ mancata alla Paganese la capacità di addormentare il gioco, di accreditarsi il possesso e di tenere, così, il Matera quanto più possibile lontano dalla zona a rischio. C’è sicuramente un condizionamento mentale dato dall’ansia da risultato. Ma è attuale anche un discorso tecnico dal momento che lo stesso Favo ha affermato che vorrebbe un centrocampo più attivo nella pressione e un pacchetto arretrato che non si faccia schiacciare difendendo a cinque. Le due situazioni tattiche vanno chiaramente di pari passo. Soffrire di meno in futuro passerà per una maggiore malizia caratteriale ma anche per un rinnovato equilibrio strategico in campo.

PROVA D’ORGOGLIO – Però resta ai posteri una prestazione orgogliosa, di cuore. Già dai primi minuti si era visto negli interpreti azzurrostellati l’atteggiamento giusto per poter prevalere. Nel primo tempo, la partita l’ha fatta solo la Paganese. Per convinzione e intensità. Creando qualcosa e sbagliando magari l’ultima soluzione in attacco, ma senza mai lesinare aggressività e concentrazione. “Siamo meno belli ma più pratici”: le parole di Favo fotografano plasticamente il cambio di passo avvenuto principalmente nella testa dei suoi ragazzi. Il Matera, in definitiva, non ha mai messo vigore e precisione negli ultimi 20 metri, premendo con insistenza (e con diverse occasioni create) solo nella fase finale, quella più difficile (e da rivedere) per gli azzurrostellati.
I SINGOLI – Pollice alto per Pietro Baccolo, il migliore in campo dei suoi. Oramai Favo gli ha ritagliato il compito di play, e il centrocampista bresciano lo ha ripagato con una prestazione eccellente che ha ricordato il giocatore sfrontato di un tempo. Non era andata sempre così ed ora bisognerà riconfermarsi. E’ piaciuto Baccolo per la cattiveria messa in fase di interdizione e per le progressioni in fase offensiva che hanno garantito brio alla manovra. Ampia affidabilità l’ha sfornata anche il terzetto difensivo. Piana è sempre più leader, lontano parente di quel giocatore incerto visto nel girone d’andata. Non è un caso che i più giovani Meroni e Acampora (posizionati rispettivamente sul centrodestra e sul centrosinistra) stiano beneficiando del suo momento magico. Su Scarpa, match winner di giornata, ogni parola sarebbe vana: ancora una performance superlativa e commovente. La sua esultanza sul gol è un affresco olio su tela. Bene Della Corte su Angelo e sufficiente Pavan che ha assicurato una buona fase di copertura e una minore (per caratteristiche di base) propensione ad offendere. Positivo Cesaretti (ogni iniziativa in attacco è passata per i suoi piedi) e da valutare nuovamente Cernigoi. L’ex Vicenza è apparso ancora molto imballato. L’attaccante mantovano non ha nel dna l’attitudine a ricercare la profondità e ha preferito puntare sempre su sponde e appoggi semplici, senza prendersi grosse responsabilità. Fuori partita Tascone, giustamente sostituito dopo pochi minuti della ripresa da un buon Bensaja. Piccoli scampoli di gara per Nacci e Boggian, mentre Ngamba, subentrato a Pavan come quinto a destra, ha praticamente fatto tutto ciò che l’ex Verona non aveva garantito in proiezione offensiva, ma ha causato anche paurose falle in fase difensiva. Ne è uscita una prestazione sufficiente anche se quello di esterno non è proprio il ruolo strutturale dell’ex Nizza. Favo ha rivelato di essere intenzionato a ritagliargli questo compito a gara in corsa (per ora il ballottaggio sarà esclusivamente tra Pavan e Tazza) ma, ai fini di un maggior equilibrio dalle parti di Gomis, occorrerà un ausilio più concreto da parte di Meroni.
SOGNO COPPA ITALIA – E’ dal 1983 che la Paganese non agguanta la semifinale di Coppa Italia di serie C. Ad estromettere all’epoca gli azzurrostellati fu il Fano, capace di ribaltare in casa (2-0) la sconfitta rimediata al Torre (1-2). I marchigiani poi naufragarono nella doppia finale con la Carrarese. Fu tuttavia un anno infausto per la Paganese di Antonio Giammarinaro, retrocessa in C2 al termine del campionato. Adesso però non c’è tempo per la scaramanzia: tagliare il traguardo della semifinale sarebbe un balsamo per la testa e il corpo della truppa di Favo. Ed è con questo obiettivo che si scenderà in campo oggi a Viterbo per la gara unica contro i gialloblù di Stefano Sottili (16.30). Dentro o fuori, insomma. Il tecnico azzurrostellato proverà a dare fiducia alla migliore formazione possibile: mancheranno solo Scarpa e Della Corte, influenzati (oltre ai lungodegenti Talamo e Gomis). Non convocato Carini per una distorsione al ginocchio destro. In attacco, Cernigoi potrebbe far spazio a Boggian, l’influenzato Scarpa a Nacci. Poi l’11 titolare dovrebbe ricalcare grosso modo quello visto contro il Matera. Si vedrà, ma la Paganese ci crede. E vuole continuare a sognare.

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