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Primo posto solitario in classifica, difesa meno perforata del girone e una solidità di gruppo che cresce di partita in partita. Sono i numeri che incoronano la Frattese, finalmente leader del campionato davanti ad un gruppone che promette comunque battaglia, convalidando il grande equilibrio tecnico che caratterizza le parti alte della graduatoria. Un momento tanto atteso da staff, calciatori e dirigenza nerostellati, e celebrato a lungo al termine del match vinto allo Ianniello col Casoria. Anche con una torta post gara nel vicino Old Rope, per festeggiare la presa seppur momentanea del “potere”. Una soddisfazione che ora non può che fermarsi ad un simbolismo fine a se stesso, eppure così carico di significato perché premia il lavoro meticoloso del tecnico Andrea Ciaramella, generale autorevole e mai autoritario di un gruppo che ne riconosce guida e carisma, e la lungimiranza di una società che ha creduto sin dall’inizio in un sogno. E che ha programmato con la passione dell’appartenenza (per fedeltà alle origini) e il realismo della perspicacia. Alzare l’asticella rispetto allo scorso anno, si era detto per replicare ai consueti interrogativi sugli obiettivi di partenza. La Frattese sta andando oltre. E non è lassù per caso. Ci sta perché ha una qualità strutturale che Ciaramella ha inquadrato in una precisa identità tattica. E perché alle spalle c’è una organizzazione societaria che supporta tutto ciò. Vincere sarebbe bellissimo, ma guai se diventasse un’ossessione. A maggior ragione oggi. La Frattese odierna piace soprattutto per la sua leggerezza, per la sua capacità di respingere pressioni ed aspettative. Anche grazie ad un club che lo permette e ad un ambiente sereno che non tormenta mai. E poi, si diceva, i numeri. Quelli non mentono mai.
DIFESA DI FERRO – In qualsiasi campionato, si sa, vince chi ha la retroguardia meno battuta. L’Eccellenza non deraglia da questo binario. Se ci limitiamo al girone A, basti pensare che le ultime tre regine del torneo (Savoia, Portici ed Ercolanese) hanno raggiunto la D in questo modo (rispettivamente 28, 24 e 23 gol subiti) sfruttando poi un reparto offensivo all’avanguardia. La Frattese finora di gol ne ha presi solo 3: la difesa è la meno perforata e, peraltro, uno di questi è arrivato col Volla a risultato ormai acquisito (4-0). Può sorprendere che tra gli artefici di questa “resistenza” difensiva ci sia un centrale del 2001, Ivan Oliva. Non resta certamente sorpreso chi ha visto all’opera l’ex Savoia. Un talento di cui non si parla mai abbastanza per personalità, leve ed intelligenza tattica. Quanto serve per potersi cimentare ad alti livelli. Ed è anche un pizzino per chi ritiene di dover utilizzare gli under nei soliti ruoli, quelli più inflazionati. Ciaramella non ha mai potuto sfruttare con continuità un quartetto base, per via anche degli acciacchi di Posillipo e Capogrosso, eppure la sua difesa ha sempre retto con autorità. La battaglia di Mondragone si erge a simbolo di questo strapotere, quando la generosissima squadra di Papa, in tantissimi frangenti del match, ha attaccato a testa bassa andandosi a scontrare sistematicamente contro un muro invalicabile. E ciò è accaduto sia quando in campo c’era Fontanarosa, adattato nel ruolo al fianco di Oliva, sia Capogrosso, subentrato a gara in corso. Col Casoria mancava Balzano, altro elemento fondamentale per i nerostellati. A sinistra si sono visti Gervasio Costanzo prima, e Posillipo poi. Entrambi con riscontri positivi. Solita partita da pollice alto a destra per Sparano, ormai titolarissimo nello scacchiere difensivo di Ciaramella. La Frattese, per garantirsi un futuro da protagonista, parte da qui. Da una difesa ben amalgamata che non fa sconti a nessuno e dove ognuno fa bene la sua parte. Oliva, Capogrosso, Balzano e Sparano disegnano per ora l’asse titolare, ma mescolando le carte il prodotto non cambia.

RIECCO IMPROTA E MONACO DI MONACO – Poche varianti nel 4-3-3 anche in avanti. Arriva finalmente il centro tanto atteso di Umberto Improta, la ciliegina sulla torta della sontuosa campagna acquisti nerostellata. L’ex Arzanese si è preso subito un posto al sole e non sta deludendo le aspettative. Esperienza e leadership qualcosa devono pur contare a questi livelli. Se poi si aggiunge una forma fisica rodata già prima del suo sbarco a Frattamaggiore, frutto della preparazione sostenuta per una estate intera con l’Equipe Campania, il cerchio è chiuso. Con lui, anche Grezio e Ciccone sono ormai sicuri di partire un passo in avanti nelle gerarchie tecniche. Un discorso che vale anche per la mediana, ormai orientata sul terzetto Costanzo-Fontanarosa-Catavere (quest’ultimo capace di disimpegnarsi anche sulla linea degli attaccanti). Insomma, un vantaggio per Ciaramella arriva anche dalla definizione di una fisionomia chiara, lineare, che può ammettere solo pochi ritocchi strategici e da valutare di volta in volta. E questi potranno concretizzarsi coi pieni recuperi di Seck, Posillipo e Monaco di Monaco. Alternative di lusso che giocherebbero titolari in qualsiasi altra squadra del girone. L’attaccante è ormai sulla via di una ripresa definitiva. Servono minuti nelle gambe ed occorre recuperare il ritmo partita. Tanta volontà col Casoria, anche se non sempre supportata da una buona mobilità fisica. Ma anche questo aspetto sarà superato. Non a caso Ciaramella, dopo averlo inserito a sinistra per Improta, lo ha poi spostato al centro preferendogli un giocatore di passo e già pronto come Aracri.
CALENDARIO AMICO – San Giorgio in casa, Ottaviano fuori e Barano di nuovo allo Ianniello, prima del big match di Mugnano con l’Afro Napoli. Ogni partita fa storia a sé, ma il mese di novembre dà una mano ai nerostellati. Magari nella speranza che qualche diretta concorrente inizi a segnare il passo. Ovviamente col San Giorgio non sarà proprio una passeggiata di salute: i granata vengono da due vittorie consecutive e altrettanti pari precedenti (uno con l’Afragolese). E poi possono ostentare un punto di forza speculare a quello nerostellato: la difesa, la seconda del girone con appena cinque reti incassate. Abbatterne le difese immunitarie sarebbe una vittoria nella vittoria. E la Frattese che ha combattuto, lottato e sputato sangue col Casoria, coniugando ferocia e meccanismi su un sintetico mortificato dalla pioggia, può riuscirci.

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