16 Maggio 2026
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Prato, derby amaro

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Prato bravo ma sfortunato. Quando un campionato è cominciato male, a volte anche la dea bendata ti volta le spalle. Incredibile quanto successo questa fredda sera di mercoledì 7 dicembre al Lungobisenzio. Arriviamo presto e ci dirigiamo verso il Bar Stadio del nostro amico Giovanni (napoletano trapiantato nella città laniera da diversi anni), dove in occasione delle gare Interne del Prato sfoggia tutta la sua abilità partenopea sfornando delle ottime pizze. Si mangia, si ride, si scherza. Nel frattempo il bar si riempie e l’ora della partita è imminente. Si rivedono tanti amici e le due super-tifose “mascotte ” del Prato, Francesca e Alessandra con il loro papà Beppe. Ci salutiamo con loro con affetto. Entriamo con entusiasmo e ottimismo dentro il Lungobisenzio. Con un certo stupore nel settore ospite sono presenti 300 sostenitori aretini. Mai successo prima. Sta facendo un buon campionato l’Arezzo e si vede, visto l’alto numero di tifosi che lo seguono. In curva Ferrovia pesa la contestazione dei tifosi di casa nei confronti della società. Si parte. Buon avvio degli ospiti col portiere di casa costretto agli straordinari. Col passare dei minuti il Prato schiaccia l’Arezzo. Un palo, due gol annullati e altre occasioni mancate di un soffio. Si va al riposo sullo 0-0, ma quanta sfortuna per i Lanieri!!! Secondo tempo ancora con attacchi tambureggianti per i Biancazzurri. Si sblocca la gara con Moncini che di testa fa secco il portiere ospite. Grande esultanza sugli spalti. Ma qui inizia un’altra gara. Stavolta è l’Arezzo che sale in cattedra. Pareggia con un eurogol di Moscardelli in rovesciata e ribalta il risultato in contropiede con anche un rimpallo fortunoso sul portiere in disperata uscita. Un vero peccato. Qualcuno in tribuna addirittura piange. Prato ultimo in classifica. Questa la triste realtà. Usciamo dal Lungobisenzio col magone e consapevoli che questa è una annata molto difficile da affrontare. E quando anche la malasorte ti perseguita poi diventa durissima. Ci salutiamo con i nostri amici-tifosi lanieri e scorgiamo gli occhi lucidi di pianto della piccola Alessandra. Il calcio a volte è davvero crudele.

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