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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Una serata malinconica quella di ieri. Ritrovarsi per la prima volta Borja Valero al Franchi da avversario, non poteva che incupire i cuori dei più, e soprattutto quelli di coloro che avevano intravisto nello spagnolo, dopo tanti anni, una vera bandiera viola. Una giornata uggiosa, (ri)abbracciando un amico vero, avrebbe detto il grande Lucio Battisti, il quale sarebbe finalmente giunto a captarne anche il colore, ovvero a forti tinte Viola.
Una serata, insomma, in cui si sentiva la forte esigenza di un “soccorso emotivo”. Magari, non proprio la comparsa di quel salvatore, saldo e sincero (savior, steadfast and true) di cui si era vestito Mick Jagger nella bellissima “emotional rescue” (soccorso emotivo). Sarebbe bastata una vittoria, contro la squadra che ha accolto non solo Borja, ma anche un altro pilastro del centrocampo viola dell’anno scorso, Vecino. Avemmo infatti avuto la prova concreta che la scelta della società di privarsi dello spagnolo fosse stata, per certi aspetti, giusta. Che i nuovi acquisti fossero in grado di colmare quel vuoto lasciato dal “Sindaco” e dai molti giocatori simbolo che hanno abbandonato la squadra con il concludersi della stagione passata. E invece i dubbi rimangono. Se è innegabile che rispetto alla viola di Valero, la Fiorentina di Pioli è migliorata sul piano della determinazione e del sacrificio, altrettanto evidenti sono le lacune sul piano tecnico. A confermalo sono certamente i troppi errori sotto porta, e una manovra non sempre fluida. Come negare infatti che il pareggio con l’Inter, raggiunto tra l’altro al novantesimo, sia figlio dell’abbassamento del livello tecnico, scaturito anche dalla cessione dello spagnolo?
Non ci resta che aspettare, riponendo tutta la nostra fede nella guida principale di questa squadra, Pioli. Con il suo arrivo, un soccorso sul piano della determinazione è certamente arrivato (difficilmente ci dimenticheremo della flemma della squadra di Sousa). È il momento di migliorare questa squadra anche sul piano tecnico. I margini ci sono, vista la giovane età di molti. Ma bisogna fare in fretta, prima che qualcuno decida di privarsi dell’ennesimo beniamino della curva.
Stay Rock and Forza Viola

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