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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
La storia della musica come quella del calcio è fatta anche d’orgoglio. Fu certamente per orgoglio che i Lynyrd Skynyrd scrissero la famosissima “Sweet Home Alabama”, oggi una delle canzoni rock più conosciute. Orgoglio ferito da un’altra canzone, “Southern man” di Neil Young, in cui il cantante canadese denunciava aspramente (e a mio avviso giustamente) il razzismo ampiamente diffuso nell’America del Sud. La risposta dei Lynyrd fu quella canzone che ancora oggi apprezziamo, ma fu quel pizzico d’orgoglio a renderla un successo musicale.
Detto ciò, mi è più facile parlare della partita oggi. Non c’è dubbio, la vittoria della Viola contro il Sassuolo è anch’essa frutto di una reazione d’orgoglio. La squadra – ferita più dagli ultimi risultati in campionato che dalle critiche scaturite da questi – ha reagito, lasciandosi guidare più dal proprio orgoglio che dalle proprie capacità tecniche. Tuttavia, non bisogna far confusione. Sebbene ci sia stata tale reazione, non parlatemi d’Orgoglio Viola. Oggi non abbiamo assistito ad alcun successo che i posteri celebreranno. Non solo perché la squadra ha mostrato tutti quei limiti che ci hanno svegliato dal quel sogno che ci ha cullati per metà stagione. Amnesie difensive, incapacità di finalizzazione e giocate individuali fine a se stesse. Parlare oggi di orgoglio viola, vorrebbe dire paragonare la vittoria contro un Sassuolo, squadra fortemente in crisi, alla commuovente vittoria contro l’Arsenal, alla vittoria sempre in Champion’s per 3 a 2 all’ Old Trafford o ancora peggio alla rimonta con la Juve, che vide i viola imporsi 4 a 2 dopo aver visto Pogba e Tevez festeggiare con la mitraglia.
O più semplicemente, sarebbe come paragonare questo Fiorentina-Sassuolo a quello dell’11 maggio 2003. Allora, le due squadre si affrontavano sempre al Franchi, ma in una serie diversa, la C2. Era l’ultima giornata di campionato. La Fiorentina, o meglio la Florentia Viola, aveva già conquistato la promozione da alcune giornate. Tuttavia i tifosi Viola invasero ugualmente il campo per celebrare la squadra, sebbene si trattasse di una promozione in C1. Celebravano in realtà un successo, dettato in primis da una reazione d’orgoglio, contro tutte le difficoltà e le umiliazione subite. Ecco, quello è l’Orgoglio Viola, quella di oggi solo una semplice vittoria.
Stay Rock and Forza Viola

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