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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Oggi è un giorno speciale, non possiamo negarlo. Al di là dell’esito finale, la scelta odierna degli italiani alle urne lascerà infatti un’impronta importante sulla storia futura del bel paese. Ma il quattro dicembre va ricordato anche (e soprattutto) in quanto in tale giorno ci lasciava Frank Vincent Zappa. Era infatti il quattro dicembre del 1993, quando il cancro che lo attanagliava ormai da tempo portava via, all’età di 52 anni, il più grande e il più geniale cantante rock che il mondo abbia mai conosciuto. Tuttavia, a distanza di 23 anni dalla sua morte, la sua musica è più viva che mai. Prendete ad esempio You’re probably wondering why I’m here (Probabilmente, ti stai domandando perché sono qui). Quanti tifosi viola hanno posto la stessa domanda oggi al Franchi rivolgendosi alla persona che si sono trovati di fianco? Prima del novantesimo molti. Non pochi inoltre dovrebbero essere quelli che avranno pensato che forse era meglio spendere i soldi del biglietto in “Titties and beer” (qui non c’è bisogno di traduzione) piuttosto che ritrovarsi a guardare il secondo tempo di questo Fiorentina-Palermo, in cui la Viola sembra completamente sparita dal campo. I più sadici infine hanno certamente invocato “The torture never stops” (la tortura non finisce mai), all’ennesimo passaggio sbagliato di Tello.
Tutti questi pensieri sono in realtà stati spazzati via al 92°. Il guizzo finale di Babacar ha infatti permesso alla Fiorentina l’ennesimo pareggio casalingo. Dopo un primo tempo in cui la Fiorentina aveva avuto la possibilità di chiudere la partita sul 3 al 0, il solo gol di vantaggio aveva lasciato al Palermo una speranza di non ritornare a casa a mani vuoti. Speranza che sembrava essere diventata realtà dopo il gol di Jajalo su punizione, visto che la reazione delle Fiorentina è stata quasi inesistente. Il resto è storia. Ma si può veramente gioire di fronte all’ennesima prestazione mediocre, tra l’altro contro l’ultima della classe? A guardare il secondo tempo della viola non credo o meglio come direbbe Frank “No not now, Maybe later” (non adesso, forse più in là).
Stay Rock and Forza Viola

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