16 Maggio 2026
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VIOLA ROCK: Locomotiva Viola

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10997810_10205024143873638_1157250549324849534_nServizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata

La trasferta di Verona non era di quelle proibite. Tutt’altro, soprattutto contando le numerose assenze nelle fila della squadra giallo-blu. Tuttavia, le sconfitte maturate nelle ultime due giornate (e in che modo!), hanno diffuso il timore che la partita del Bentegodi sarebbe stata ben altro che una passeggiata. Il rischio era infatti che la parola più usata nelle ultime due settimane, ovvero “ridimensionamento”, fosse ormai serpeggiata anche nelle menti dei giocatori viola. Il che avrebbe inevitabilmente posto la Fiorentina dinanzì ad un avversario ben più ostico degli attaccanti del Verona, un avversario che colpisce principalmente la fiducia nei propri mezzi.

In realtà, così non è stato. La Fiorentina sembra abbia saputo raccogliere dalle scofitte contro Roma e Napoli solo il meglio, aggiungendo alla propria solidità di squadra un pizzico di maturità in più. Rispetto alle due partite precedenti, la Fiorentina ha infatti gestito al meglio la gara, scegliendo splendidamente quando era il momento di pressare l’avversario e quando invece quello di sfiancarlo, attraverso uno ottimo palleggio a centrocampo (figlio della gestione precedente). Inoltre, non si è lasciata trasportare da quella foga che le è costata qualche errore di troppo nelle scorse partite (vedi il gol di Gervinho), ma ha saputo attendere per poi colpire nei momenti giusti. Così sono arrivati i due gol contro il Verona, nei quali il comune denominatore è stato (ancora una volta) Kalinic. Ma una menzione particolare la merita certamente Rossi, il quale non lasciandosi intimorire dal Marquez di turno, ha lottato senza paura su ogni pallone e deliziato il pubblico con l’assist al bacio per il raddoppio.

La Fiorentina sembra quindi dimostrare che può ancora crescere, non solo sul piano del gioco ma anche e soprattutto su quello mentale, il che potrebbe realmente avverarsi con il pieno recupero di Pepito Rossi. Definire questa Fiorentina un treno ci sembra allora un paragone più che appropriato. Un treno che certamente ha ancora bisogno di molti km da percorrere (come quelli percossi da Borja in campo), ma che sembra poter arrivare molto lontano. Continuando a percorrere questi binari non è troppo azzardato pensare che, così come intitolava una bellissima canzone degli anni 20, This train is bound for glory (Questo treno e’ diretto verso la gloria).

Stay Rock and Forza Viola

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Trentenne, storico dell'arte, amante della musica rock anni '60, '70 e '80 e soprattutto tifoso viola. Tutto questo per footballweb.it

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