16 Maggio 2026
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Viola Rock: Il comitato del giovane cigno

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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata

Da dove cominciare per descrivere la partita di oggi? Qualcuno potrebbe dire che almeno oggi non ci si è annoiati. Un punto di vista a tratti discutibile, se ripensiamo alla  prima ora di gioco. Ma forse nemmeno tanto. Durante i primi sessanta minuti di gioco, a farla da padrona è stata infatti più la paura di soccombere all’assedio dell’avversario che la noia derivante dall’ennesima prestazione scialba. Una paura che sembrava essersi totalmente materializzata quando, nel giro di cinque minuti, la Fiorentina si è trovata sotto di ben due reti (Duncan e Babacar). Nemmeno il tempo di disperarci, che Simeone infila (finalmente) Consigli ribadendo il tiro di Edimilson da fuori area stampatosi sul palo. Si  è allora acceso un barlume la speranza, spentosi tuttavia dopo appena dieci minuti. Al minuto 80 arriva infatti quello che potremmo definire un vero e proprio atto di galanteria da parte dei giocatori viola : durante un calcio di punizione, i ragazzi di Pioli lasciano infatti a Sensi tutto il tempo di avvicinarsi all’area di rigore, prendere la mira e battere Lafont con un tiro che si infila nell’angolino basso a sinistra del portiere. Un atto di galanteria ripagato tuttavia da Đuričić, il quale non trova altro modo di sdebitarsi che ricevendo due cartellini gialli nel giro di 10 secondi. La Fiorentina non si fa pregare e accorcia prima le distanze con Benassi, trovando infine il pari, nell’ultimo minuto di recupero, con Mirallas.

Un turbinio di emozioni: dalla Paura alla noia, dalla speranza alla delusione, fino alla consolazione finale. Una consolazione che tuttavia non allevia molto. Perché, per quanto dispiaccia dirlo, anche la partita di oggi sembra confermare che la Fiorentina ha completamente smarrito quella che dovrebbe essere la sua arma in più: il piacere di giocare a calcio. In un certo senso, la Viola sembra aver tradito i suoi ideali, quei valori che avrebbero dovuto contraddistinguerla. La compattezza del gruppo dopo la tragedia, l’età media relativamente bassa, la premura paterna dell’allenatore erano infatti tutti elementi che lasciavano immaginare una squadra gioiosa, combattiva e spensierata. La partita di oggi ha mostrato tutt’altro. La mente va allora alla bellissima Cygnet Committee (Comitato del Giovane Cigno) di David Bowie, bellissima ballata nella quale il Duca Bianco mette in evidenza tutte le contraddizioni all’interno del Movimento Hippie che ne hanno sancito il fallimento. Restano tuttavia quei dieci minuti finali, che ha visto il gruppo reagire da vera squadra e che, come Bowie, mi lasciano ancora pensare “che ci sia [ancora] una luce che brilla, in qualche modo”.

Stay Rock and Forza Viola
DA13

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Trentenne, storico dell'arte, amante della musica rock anni '60, '70 e '80 e soprattutto tifoso viola. Tutto questo per footballweb.it

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