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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Ero contento, felice oserei dire. È da giovedì che non vedevo l’ora di scrivere quest’articolo. Il motivo, naturalmente, era dovuto alla possibilità di poter scrivere un articolo riferendomi ad una delle straordinarie canzoni di Bob Dylan, in virtù dell’assegnazione del premio Nobel alla letteratura 2016 proprio al cantante americano. Senza entrare nella polemica sul merito dell’assegnazione ad un cantautore di un premio legato alla letteratura, mi eccitava l’idea di celebrare (come è stato fatto più volte in questa rubrica) un’eventuale vittoria della squadra Viola, pescando tra le bellissime strofe di pezzi quali Rainy Day Women #12 & 35, Lay Lady Lay, Gotta Serve Somebody, All Along the Watchtower, Jokerman…
Mi è anche sorto il dubbio di ritrovarmi a commentare una possibile non vittoria della Fiorentina. Nulla di grave mi sono risposto. Dylan ha trattato magistralmente tanti di quei temi nelle sue canzoni che troverò certamente un riferimento per l’articolo.
Infine è arrivata la partita, la quale ha smentito tutto quello scritto in precedenza. Giuro che ci ho provato, ma per lo scempio visto oggi con l’Atalanta non esiste alcuno spunto o riferimento tra le canzoni di Dylan. Ed ecco che il legame con Dylan è andato a farsi friggere.
Guardando Borja e compagni, un riferimento con il mondo della musica l’ho tuttavia trovato, ovvero con Ivan Graziani e la sua Firenze (Canzone Triste). Solo il titolo basterebbe, ma un legame può trovarsi anche con il testo. La canzone parla infatti di una bella donna (la Fiorentina di Sousa d’inizio stagione 2015/2016) amata da più persone (il popolo viola), la quale ha lasciato credere che qualcosa di grande si poteva fare, per poi sparire portandosi con se i sogni dei suoi amanti. Il pareggio con l’Atalanta diventa allora il momento in cui ci si ferma a ricordare e a pensare. Ricordare una squadra capace di far male attraverso un gioco bello e divertente allo stesso tempo; pensare che oggi “non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei.”
Stay Rock and Forza Viola

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