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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
It’s déjà vu , cantavano gli Yeah Yeah Yeah nel 2006, probabilmente pensando alla partita di stasera. Perché nella storia della Fiorentina, non è certamente la prima volta che la Viola, seppur giocando bene e soprattutto con il cuore, esca dal campo sconfitta, anzì di questi tempi sembra una costante. Di esempi ve ne sarebbero a migliaia, ma per non alimentare la delusione eviteremo di entrare nei particolari, anche perché basta la sconfitta di stasera.
Ed infatti, Pronti, via! e il giocatore che qualche mese fa ha deciso di spezzarci il cuore, dopo l’affetto ricevuto in soli sei mesi, inventa un gol da cineteca, gelando cosi tutto lo stadio. Lo stesso fa Kalinic che dopo aver controllato di tacco una buona palla offerta da Ilicic, sciupa alzando troppo il pallonetto su Szczesny. La Fiorentina non sembra tuttavia aver accusato eccessivamente il colpo e inizia a spingersi in avanti. Ma lo fa così tanto che dimentica che la squadra giallorossa, oltre al reparto difensivo, dispone anche di un reparto offensivo. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo per la Fiorentina, Badelj e Roncaglia discutono di tutto (probabilmente anche del nuovo album dei Wilco) tranne di chi dei due sarebbe rimasto a difendere, il che permette a Gervinho, una volta presa palla, di involarsi da solo verso la porta avversaria. Due a zero per la Roma.
Inizio il secondo tempo è la squadra capitolina ha l’occasione per chiudere la partita con Pjanic, che si vede tuttavia respingere la palla sulla linea da un generosissimo Bernardeschi. Arrivano i primi cambi, entrano Mati Fernandez e Rossi. La Fiorentina trova allora una spinta in più e attacca a testa bassa. Almeno due le occasioni (prima con Berna e poi con Kalicic) che avrebbero potuto riaprire la partita, ma non è serata!
Intano Salah dopo essere stato mandato a quel paese da tutto lo stadio, decide di fare altrettanto, ma sceglie il soggetto sbagliato, dato che lo fa nei confronti di Orsato, che lo manda a sua volta sotto la doccia. Entra infine Babacar, che prima divora un gol già fatto, ma poi si riscatta riducendo lo svantaggio. Partita riaperta! Piccolo particolare è il 94°.
Arriva così la terza sconfitta in campionato (la seconda consecutiva), il che inesorabilmente ci risveglia (forse definitivamente) da quel sogno che ci ha cullato nelle ultime tre settimane. Sono sconfitte che fanno male e che possono pesare sul morale. Come a Napoli la Fiorentina non si risparmia e gioca con il cuore, ma gli errori si ripetono (sia in difesa che in attacco) e a spuntarla questa volta è la Roma che gioca certamente più con la testa che con il cuore.
Stay Rock and Forza Viola

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