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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Alcuni miti hanno vita lunga e uno di questi è certamente quello di Icaro. Gettato con suo padre, Dedalo, nel labirinto del Minotauro (metà uomo, metà Toro), Icaro riuscì a uscirne grazie alle ali – che il giovane s’incolla alle spalle con della cera – costruitegli da suo padre. La troppa vicinanza al sole fece tuttavia sciogliere la cera e precipitare il giovane in mare, dove perse la vita.
Gettato ugualmente nel labirinto del Toro, quello dell’Olimpico di Torino, anche Paulo “Dedalo” Sousa sembrava aver oggi individuato la soluzione per far uscire vivo il suo figliolo (la squadra Viola naturalmente), salvandolo dalla furia del feroce animale. Il portoghese non può infatti negare che con le due punte, la Fiorentina ha creato molte più difficoltà al Torino di quanto avesse fatto in precedenza.
Ma come nel mito a cedere sono state, ancora una volta, le ali. Quella di sinistra, ovvero Milic, il quale si è lasciato completamente surclassare da Zappacosta, anche quando il terzino del Toro era oramai attanagliato dai crampi. Tuttavia, è principalmente quella di destra, ovvero Berna, ad aver tradito il tecnico portoghese. Perché se il croato un cross è riuscito a farlo (non a caso quello del gol), dal numero dieci di cross nemmeno l’ombra. Che di fare l’esterno non ne abbia voglia questo si era capito, ma non cercare mai il fondo, anche quando gli avversari ti lasciano lo spazio, è peccato mortale.
Venute meno le ali, come Icaro, la Fiorentina è dunque caduta. In realtà, da questo punto di vista il paragone non tiene molto, visto che la squadra di Sousa non è riuscita nemmeno ad alzarsi in volo. Prima che Sousa intuisse la soluzione più consona per uscire vivo dal labirinto, il Toro, vincitore assoluto della storia, l’aveva già mangiata in un solo boccone, o meglio due.
Il legame tra il mito di Icaro e la Fiorentina è infatti un altro. Come Icaro, la Fiorentina ha troppa fretta di volare, di essere una grande squadra. Mi dispiace dirlo, ad oggi non lo è, così come alcuni suoi giocatori non sono ancora dei campioni. Magari lo diventeranno, ma prima di poter volare vicino al sole senza che le ali cedano, serve umiltà e grande spirito di sacrificio. Anche perché una volta staccatesi le ali, non resta che la caduta.
Stay Rock and Forza Viola

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