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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Una settimana difficile da decifrare, e ancora più difficile da descrivere. Come esprimere un giudizio generale, in questo miscuglio di sentimenti e situazioni, ambivalenti, che hanno accompagnato le ultime due giornate di campionate. Sconfitta immeritatamente a San Siro contro l’Inter, per due reti a uno, la Viola è uscita vincente oggi al Franchi contro l’Atalanta di Gasperini, per due reti a zero, pur non avendo mai tirato a porta prima di ricevere un rigore inesistente. Nel giro di tre giorni si è passati dall’entusiasmo per il secondo tempo di Milano, alla costernazione di fronte al primo e gran parte del secondo tempo con l’Atalanta. Da vittime sacrificali sotto le luci di San Siro – dove la stessa flessibilità verso i calcioni di Asamoah rifilati a Chiesa non si è riscontrata verso i polpastrelli di Hugo – a carnefici nel Franchi, avendo ricevuto un rigore che definire dubbio è, di certo, un eufemismo. Molte più perplessità emergono invece nel rintracciare la vera identità di questa Fiorentina. La spregiudicata e ingenua contro l’Inter, la rinunciataria di Napoli, o la cinica e un po’ furbetta di oggi con l’Atalanta? Forse tutte e nessuno allo stesso tempo, di qui l’ambivalenza che rende questa squadra, la Fiorentina più camaleontica degli ultimi dieci anni. Il che non è poi un male, anche in virtù dei punti raccolti fino ad oggi.
D’altronde, è anche e soprattutto nella loro ambivalenza, nel loro cambiar pelle ad ogni album, che va rintracciato il successo di uno dei migliori gruppi, se non il migliore, nel panorama rock contemporaneo, ovvero i Radiohead. Dal Grunge soft di Pablo Honey, di cui alcuni strascichi si riscontrano ancora nel più pop “The Bends”, la band inglese seppe cercare e trovare nello psichedelico e sperimentale minimalismo di “Kid A” e “Amnesiac” una nuova via, imperniata successivamente di sana malinconia – quella, per intenderci, che ti fa progredire guardano il tuo passato – in album quali “In Rainbows” e “The king of limbs”, fino a giungere al colossale “A Moon Shaped Pool”, per il quale l’umanità non è ancora troppo evoluta per poterlo oggi realmente definire (come se fosse realmente necessario).
Stay Rock and Forza Viola
DA13

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