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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Non c’è dubbio, più che la delusione, a regnare sovrana è oggi la confusione. Tante, forse troppe, le contraddizioni che si riscontrano nella Fiorentina targata 2016. La prima è legata senza dubbio ai punti conquistati nelle ultime quattro partite. Una squadra che puntava ad un posto in Champion’s – che lo raggiunga o meno – non può permettersi tre punti in quattro partite. Se poi si conta il livello degli avversari, si supera il paradosso.
Contraddittorio è il rendimento di alcuni giocatori. Kalinic, Bernadeschi Ilicic (solo per fare qualche nome) hanno avuto una tale involuzione rispetto alla prima parte della stagione, che risulta realmente difficile accettare che abbiamo creduto che questa squadra avrebbe potuto vincere lo scudetto.
Contraddittorio è inoltre il rapporto tra l’allenatore e la società. Perché se durante la prima parte della stagione Paulo Montecchi era pronto a morire per Andrea Capuleti, e viceversa, oggi i due sono ritornati semplicemente l’ ennesimo allenatore della Fiorentina e il solito presidente dei Viola. Sappiamo tutti che da troppo tempo ormai queste due figure in casa Viola sono alquanto inconciliabili. Quello che pochi sanno è come puntare a qualcosa di grande se gli atteggiamenti in tal senso restano gli stessi.
Paradossale è invece la capacità della società nel mettersi in cattiva luce. Tralasciando le soap-opera estive legate ai nomi di Salah e Montella. Tralasciando il mercato di gennaio. Tralasciando Tino Costa. Il periodo nero dei viola è iniziato nel momento esatto in cui i vertici viola hanno smesso di essere suscettibili alle critiche e sono ritornati a far sentire la loro presenza. Ma quello che è più paradossale è che il ritorno sulla scena della società è avvenuto principalmente per ribadire che la Fiorentina fosse ancora in corsa per un posto in Champion’s. Quando si dice “tempismo perfetto”.
Contraddittoria è in realtà tutta la stagione Viola, definita da molti (me compreso) una delle più belle degli ultimi 10 anni. Solo qualche mese al Franchi si cantava “salutate la capolista”. Dopo la sconfitta con l’Empoli, si rischia addirittura di perdere la qualificazione diretta all’Europa League. Non c’è che dire, Epimenide non avrebbe potuto fare di meglio.
Dopo il pareggio con la Samp, il Messinese tremava all’idea che la Juve potesse festeggiare lo scudetto al Franchi. Dopo tutte queste contraddizioni e paradossi ho davvero paura ad immaginarmi cosa accadrà quel giorno.
Stay Rock and Forza Viola

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