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Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA
A Carnevale ogni scherzo vale. Questa è la norma. Quindi, a giudicare dal trend della stagione, il Milan avrebbe dovuto mostrarsi, almeno in questa occasione, bello e vincente.
Pronostico rispettato? Macchè! Gli uomini di Inzaghi, davanti ai propri tifosi, offrono una prova pressoché nulla, impreziosita solo dalla prima firma in maglia rossonera di Mattia Destro. L’ex centravanti giallorosso, sul finire del primo tempo, regala ai suoi l’illusoria gioia del vantaggio, su assist del solito Bonaventura.
Prima, però, c’erano stati 40 minuti (e questo non è uno scherzo) di dominio dell’Empoli sul piano del gioco. Sarri schiera, come al solito, uno scacchiere impeccabile. Valdifiori, in cabina di regia, orchestra un concerto perfetto di scambi semplici, ma efficaci, che non permettono al Milan di respirare per gran parte della prima frazione. In particolare, la poca intraprendenza del terzino adattato Rami lascia ampio spazio alle discese dell’omologo (di sinistra) empolese Mario Rui. L’esterno difensivo portoghese sfiora anche l’eurogol con un fendente da 50 metri, che per poco non sorprende Diego Lopez. Il pareggio dei toscani, peraltro meritatissimo, arriva a metà ripresa sull’ennesima dormita difensiva rossonera. Un cross dalla trequarti, apparentemente innocuo, trova Maccarone tutto solo e pronto a incornare in rete. Evidente la responsabilità di Paletta, che perde il diretto avversario nell’occasione. Nessuna colpa, invece, per l’estremo difensore Diego Lopez. Proprio il portiere spagnolo, uno dei pochi sempre positivi in questa stagione, si rende protagonista di uno degli episodi chiave del match. Infatti, un suo rinvio sbagliato, al 39′ del secondo tempo, lascia praticamente campo libero all’Empoli. Tavano si trova a tu per tu con Diego Lopez, che, appena fuori dall’area, devia con la manona aperta il tiro dell’attaccante. Rosso inevitabile, doccia anticipata e Milan in 10 uomini per gli ultimi minuti della gara, per fortuna senza conseguenze sul risultato.
Non manca la sfortuna ad Inzaghi, che ha dovuto praticamente sprecare due cambi per gli infortuni. Il primo, occorso nella prima frazione ad Alex, che ha riportato la rottura del setto nasale, dopo uno scontro di gioco del tutto casuale con uno scarpino di Mario Rui. Il secondo, sul finire del match, ha visto protagonista Paletta ed è stato di natura muscolare. L’ex centrale del Parma avrebbe comunque saltato il prossimo match (col Cesena) per la squalifica.
La sfortuna è un fattore, ma non deve certo rappresentare un alibi. Il lunch-match di questa ventitreesima giornata di Serie A ha visto in campo una sola squadra ed è stata quella ospite. Inzaghi continua a chiedere tempo e pazienza, per un Milan che resta un cantiere. La fiducia della società (finora incondizionata), però, potrebbe cominciare a vacillare e l’idillio tra l’ex bomber, Galliani e Berlusconi, potrebbe essere messo in discussione. Perdere punti, contro una squadra attenta e ben organizzata come l’Empoli, può capitare. Quello che lascia perplessi è, appunto, l’atteggiamento dei rossoneri: anonimi e incapaci di costruire manovre accettabili, dipendenti dalla vena di Menez, disattenti sui cross e sulle palle da fermo, durante tutti i 90′. Subissati di fischi per gran parte del match, si sono visti sorrisini del tutto fuori luogo a fine partita, che hanno indispettito i tifosi. Di tutt’altro tenore la partita dell’Empoli, una delle rivelazioni di questo campionato. E’ palese che i toscani avrebbero meritato di più, per l’impegno e le geometrie offerte. Pagano, ancora una volta, lo scarso apporto realizzativo in fase offensiva. Fa specie dover ammettere che in altri tempi, uscire con un pareggio da San Siro avrebbe fatto notizia. Oggi il punticino conquistato sta stretto all’orchestra di Sarri.
Twitter: @Val_CohenLauri

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