16 Maggio 2026
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Bufera su Lotito, il giorno dopo

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Facile, troppo facile. Facile sparare al bersaglio grosso, dopo che gli si è teso una trappola, o meglio un trappolone. E’ facile ora per l’onnipresente esercito dei moralisti, sceso in trincea, pronto a sparare da comodi scranni mediatici. I fucili sono stati imbracciati, subito si è iniziato a sparare banalità in serie. Con relativa gogna mediatica tutta per il presidente Claudio Lotito. L’incauto co-patron della Salernitana è finito nell’occhio del ciclone dopo una conversazione telefonica diffusa dal direttore generale dell’Ischia, il sig. Pino Iodice. Troppo facile, anzi facilissimo censurare la forma – colorita, proprio come lo stile del personaggio, vulcanico e diretto, spesso anche troppo – complicato discutere i contenuti del Lotito-pensiero. Contenuti che di sicuro vanno contro lo spirito sportivo. Ma vista la posizione che occupa in federazione, il Lotito-pensiero, nasce anche da altre menti. Menti che lo hanno partorito e che di sicuro lo condividono. Menti di presidenti e dirigenti di società che contano, e non poco nel mondo del calcio. Di sicuro appartenenti a società che occupano i piani alti della classifica, quindi di grandi squadre. Grandi squadre, che vorrebbero sempre confrontarsi sul campo con squadre blasonate. Squadre che hanno una storia, ed un grande/medio seguito di tifosi, che possono riempire sia lo stadio reale, che il tanto decantato stadio virtuale. Quel che è certo è finito in un’imboscata, probabilmente tesagli da qualcuno che ha lanciato in avanscoperta l’incauto o coraggioso Iodice (avrà avuto qualche promessa, o si è mosso per puro spirito sportivo ??) per cercare di arginare l’onnipresenza lotitiana, che spesso dà anche fastidio . Onnipresenza si, strapotere (si vedano i recenti risultati ed i trattamenti ricevuti dagli arbitri dalle sue due “figlie” calcistiche) non prorpio. “Il male del calcio italiano”: leggendo le principali tesate nazionali. In queste manco fosse una specie di killer, viene tratteggiato il profilo d’un Lotito portabandiera d’un movimento passato, arcaico, che ha perso competitività ai massimi livelli. Proprio all’interno della Lega di A, però, c’è da chiedersi perché tutt’oggi Lotito continua a raccogliere consensi trasversali.

lotito

Anche da quei presidenti (si veda Campedelli del Chievo) che più dovrebbero sentirsi toccati dai contenuti del suo colloquio privato “sputtanato” dal paladino-giustiziere Pino Iodice. Di contro i nemici giurati dell’imprenditore capitolino: Juventus, Fiorentina, Roma e Napoli, insomma non propriamente l’immagine del calcio di provincia bistrattato da un Lotito versione Robin Hood al contrario. Il co-patron dei granata appare sereno anche se ha volontariamente disertato il match del “Friuli” di Udine della sua Lazio. Non farà altrettanto con ogni probabilità lunedì mattina alle 11 quando a Firenze andrà in scena l’ennesimo (ultimo?) round in seno alla Lega Pro. Il suo fido collaboratore Fabiani, non le manda certo a dire e da un suo schietto giudizio sul comportamento del sig. Pino Iodice : “Lotito non ha bisogno di avvocati difensori, ma ha detto cose che molti pensano. Parlava di rivisitare un sistema che sta collassando, è chiaro che bisogna cambiare qualcosa per supportare anche squadre con un bacino d’utenza inferiore. Il comportamento di Iodice è ignobile ed infame, c’è stata premeditazione. Non è possibile registrare una conversazione all’insaputa dell’interlocutore. Provo pena per lui, mi auguro che il Padreterno possa perdonare questo grave atto. Inviterei tutti a riflettere su questa barbaria che non è tipica di chi ha la schiena dritta, come Iodice asserisce. Qualche scheletro nell’armadio ce l’ha anche lui. Non ci vedo nulla di grave nelle parole di Lotito, ha fatto una riflessione da cui sono state estrapolate alcune frasi. Mi preme sgombrare il campo da ogni preoccupazione, non ci sarà alcuna ripercussione. Dobbiamo stare tranquilli e sereni non solo la Salernitana ma tutte le società. In campo vanno ventidue calciatori, chi la butta dentro vince la partita”.Tornando alle vicende della vita di Lega, il co-patron Lotito continua a difendere strenuamente la presidenza Macalli (anche se non lo ritiene simpatico come persona) ed a proporre un programma riassumibile in pochi ma precisi punti: certezza delle entrate derivanti dalla mutualità e ripartizione delle risorse in base al merito sportivo; implementazione del marketing attraverso l’individuazione d’un apposito advisor; nuove iniziative progettuali volte a reperire fondi (anche europei); riduzione del numero di squadre da 60 a 36; spending review e trasformazione della Lega in un centro servizi e consulenza per le società; irrigidimento dei controlli sulle nuove proprietà e sulla regolarità dei pagamenti ai tesserati e dei relativi trasferimenti; prelievo coatto sui proventi delle scommesse da destinare ad un fondo per l’impiantistica sportiva. Programma discutibile quanto si vuole, ma pur sempre un programma d’azione. Con idee, proposte. Quelle – condivisibili o meno – che non sono mai mancate a Claudio Lotito. Dall’altro lato invece?

Raffaele Cioffi

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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