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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Un grande Napoli si è abbattuto sul Parma sventrandone qualsiasi velleità. Non c’è stata partita, già dopo il vantaggio di Insigne dopo 4′ di gioco si era capito che la partita avrebbe preso una determinata piega. È come se gli uomini di D’Aversa non fossero mai scesi in campo, forse con la pancia piena dopo i due successi consecutivi in campionato. Vittoria in scioltezza degli azzurri, che si preparano nel migliore dei modi alla sfida delle sfide, quella di sabato pomeriggio in casa di una Juventus a punteggio pieno e che sembra imbattibile. Tre punti separano le due squadre, il Napoli paga lo scivolone in cui è incappato alla terza giornata contro la Sampdoria, già uscire indenni dall’Allianz Stadium sarebbe un ottimo risultato. Una vittoria bianconera, di contro, rappresenterebbe già una prima fuga, perché poi vai a recuperarli sei punti ad una squadra che non sbaglia mai un colpo!
Il Napoli, comunque, sta vincendo e convincendo, l’aveva fatto già a Torino contro la temibile compagine di Mazzarri, si è ripetuto al San Paolo contro il Parma. Insigne è sempre più decisivo nella nuova posizione da punta centrale, cinque gol in sei partite è tanta roba, se prima per segnare doveva inventarsi la grande giocata a giro, ora è molto più opportunista, fiuta di più l’area di rigore e si fa trovare pronto sulle seconde palle. Gloria anche per Milik, ritornato al gol con una doppietta: bellissimo il sinistro con cui ha firmato il 2-0 dopo un ottimo suggerimento di Insigne, poi si è fatto trovare al posto giusto su un servizio col contagiri di Verdi. Questo Napoli è sempre più camaleontico, addirittura nove cambi rispetto alla gara di domenica a Torino, una rivoluzione ancelottiana. Eppure tutti hanno risposto alla grande, come se avessero mandato a memoria ogni singolo passo e movimento.
Positivo l’esordio di Malcuit come terzino destro, è vero che il Parma si è dimostrato un avversario inconsistente, ma il francese ha dato prova di grande progressione e capacità di cross. Sulla catena di destra, oltre al riccioluto terzino ex Lilla, c’era Fabian Ruiz in una posizione a lui inedita ma che ha ricoperto con grande efficacia e diligenza. Grande qualità da parte dello spagnolo, che ha avuto l’ingrato compito di sostituire uno da sempre considerato insostituibile come Callejon, e l’ha fatto alla grande. Pur privo di Hysaj, Albiol, Hamsik, Callejon, Mertens, il Napoli ha sfoderato una prestazione impeccabile, con Karnezis che non è stato mai chiamato in causa, difficile assegnargli un voto dato che è rimasto inoperoso per tutta la partita.
Terza vittoria consecutiva in campionato, solo gli azzurri sembrano poter impensierire la Juve con la quale, adesso, si andranno a confrontare in una sfida che fornirà indicazioni importantissime. Il Napoli si presenta con una buona dose di autostima in casa dei bianconeri, chissà che formazione schiererà Ancelotti, lui che ha vinto ovunque da allenatore tranne sulla panchina della Juventus, un ulteriore motivo di frattura con una tifoseria con cui non è mai sbocciato l’amore. Sarà molto difficile per il Napoli fare risultato contro una fuoriserie che anche in Champions ha dimostrato una forza impressionante andando a vincere in casa del Valencia nonostante l’inferiorità numerica, ma Ancelotti sa come si preparano queste partite, che vanno affrontate con personalità e senza timori reverenziali. Che vinca il migliore.

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