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Un copione già visto. Una squadra spenta, abulica, quasi rassegnata nel consegnarsi con facilità estrema all’ avversario. La Salernitana esce con le ossa rotte dal Picco di La Spezia e saluta la Tim Cup. A Roma ci vanno i liguri, per i granata ritorno nel ritiro di Pescia con tanti interrogativi e dubbi. Ad iniziare dalla posizione del tecnico Vincenzo Torrente, nuovamente traballante: “Penso a lavorare e fare il massimo per la Salernitana – ha chiosato il trainer cetarese prima di riprendere la solita litania degli infortuni e degli episodi arbitrali – Abbiamo avuto cinque centrali infortunati, sono mesi che giochiamo in emergenza e stiamo pagando le tante assenze. La gara di oggi è stata condizionata dagli episodi. Il primo gol era in netto fuorigioco. Il secondo anche e c’era pure un fallo su Lanzaro. Non era facile reagire dopo essere andati sotto per due a zero, in precedenza Chichizola era stato bravo su Coda. I ragazzi ci hanno provato, in 11 contro 10 non siamo stati bravi a sfruttare l’ampiezza ma non era facile. Non è stata una bella partita per il momento delle due squadre, tutte e due volevamo ottenere il risultato per risollevare il morale. Abbiamo provato vari sistemi in questi mesi, anche a gara in corso. Oggi siamo partiti col 4-3.3 e poi ho stretto i due esterni. Ho scelto di sostituire Sciaudone per ché con Odjer volevo più dinamismo in campo. Pollace? Sto cercando di tutelarlo, la crescita non c’è stata e ho deciso di fare questa scelta, mentre ho deciso di non rischiare Donnarumma per un problema alla schiena e Odjer dal primo minuto per farlo rifiatare. Bene aver concesso minuti a Eusepi. Dispiace per i tifosi che sono venuti a sostenerci nonostante una trasferta così lunga, volevamo fare risultato. Tutti tenevamo ad andare a Roma, adesso ci prepariamo per Vicenza cercando di ottenere un risultato positivo anche per Livorno”. Chiosa finale su Gabionetta: “Ha fatto un inizio straordinario, nonostante un problema al tallone. Ora si sta allenando con continuità, non è il miglior Gabio ma comunque è determinante per noi”.
Raffaele Cioffi

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