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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Turno di Champions non perfetto ma neanche da dimenticare per le italiane. Solo il Napoli non è riuscito a fare punti in casa del Manchester City, ma la sconfitta è stata onorevole lasciando intatta la consapevolezza sulla forza della squadra di Sarri. È stata pagata la prima mezz’ora in cui si è sofferto tantissimo il palleggio e le verticalizzazioni dei Citizens, poi si è stati a tratti superiori alla capolista della Premier. Sul 2-0, dopo appena tredici minuti di gioco, sembrava si potesse recitare già il de profundis per i partenopei che, invece, sospinti dall’orgoglio, hanno accorciato le distanze nella ripresa con il rigore trasformato da Diawara e chissà cosa sarebbe successo se prima Mertens non si fosse fatto ipnotizzare da Ederson dal dischetto e se Hamsik non si fosse divorato un gol clamoroso a portiere battuto. L’autorevolezza iniziale degli uomini di Guardiola è stata contrastata dal carattere di un Napoli che non ci stava a soccombere senza colpo ferire, magari tra due settimane al San Paolo sarà una gara diversa, e i napoletani sperano che anche il risultato sia diverso, per alimentare le ambizioni di una qualificazione che, attualmente, appare molto in bilico, steccare ancora potrebbe compromettere il passaggio agli ottavi. Ha vinto sudando tantissimo la Juve contro un buon Sporting Lisbona. La squadra di Allegri ha confermato di non attraversare un periodo brillantissimo ma ha saputo venire a capo di una partita che si era maledettamente complicata e, senza i tre punti, si sarebbero complicati anche i piani qualificazione. Dopo poco più di dieci minuti, l’autorete di Alex Sandro aveva gelato i tifosi dell’Allianz Stadium, i lusitani si difendevano anche con un certo ordine ma nulla hanno potuto sulla pennellata dal limite di Pjanic, che ha castigato dalla sua mattonella preferita, dove difficilmente sbaglia. Nella ripresa, è servito il colpo di Mandzukic a cinque minuti dalla fine per esultare ad una vittoria fondamentale ai fini del passaggio del turno. Non bella, non brillante, ma alla Juve serviva l’intera posta in palio che, comunque, è stata conquistata. Bella, bellissima anche se imperfetta la Roma di Di Francesco, capace di far tremare lo Stamford Bridge. Ne è venuto fuori un pari che lascia tanti rimpianti ai capitolini, la cui reazione al doppio svantaggio firmato David Luiz-Hazard è stata imperiosa quanto devastante. Prima Kolarov e una doppietta di Dzeko, tutti gol di pregevolissima fattura, hanno ribaltato il risultato prima che il solito Hazard estraesse dal cilindro uno dei suoi conigli. Un pari che lascia ben sperare i giallorossi, in molti avrebbero messo subito la firma per uscire con un punto da Londra, invece, c’è mancato poco perché non fosse confezionato un blitz. Avrebbe meritato di più questa impavida e intraprendente Roma del buon Di Francesco, la qualificazione è apertissima, ci sono tutti i presupposti per sovvertire i pronostici iniziali e mandare una big in Europa League.

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