16 Maggio 2026
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Ti te dominet, Milan

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Un derby strano, ma fascinoso. Una battaglia di nervi, di grinta, di convinzione: una concezione quasi nazionalpopolare del calcio, che esemplifica il concetto che la banalità non può mai essere davvero presente in un Inter-Milan.

L’Inter ci ha provato di più, impostando una gara sul possesso palla qualitativo, nel tentativo di limitare -invece- quello del Milan, costretto a giocare di rimessa. Più calci che calcio per i rossoneri, strutturati sul contrasto fisico più che sul tentativo di uscirne vivi con il palleggio. Nainggolan esce dopo pochi minuti per un contrasto con Biglia; Perisic, Politano e persino Brozovic finiscono acciaccati ed in forte dubbio per Barcellona.

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Ai punti l’Inter meritava di sicuro: gol annullato ad Icardi su spizzata di ciuffo di Mati Vecino, palo di De Vrij in girata, buoni interventi di Donnarumma. Ed infatti, allo scadere, ci pensano ancora loro: è il 92′ quando Vecino riesce ad imbucare Icardi in area. Il boa nerazzurro finge di direzionarsi sul primo palo, poi striscia in un battibaleno sul secondo e beffa Musacchio e Donnarumma, uscito malamente: è 1-0, e Milano per una notte è dominio nerazzurro.

Ancora loro, gli uomini del fato: Lazio-Inter dello scorso campionato fu ribaltata prima da un rigore di Maurito, poi da un colpo di testa di Vecino a due minuti dal termine; Inter-Tottenham segue lo stesso copione; infine Inter-Milan, con l’assist dell’uruguagio per la cabeza del nueve. Sembra un caso, forse non lo è.

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Ha lasciato particolarmente di stucco l’impostazione tattica del Milan di Gattuso, sembrato più leggerino che Ringhio: i rossoneri sono sembrati snaturati, lasciati a subire il giro palla avversario senza riuscire mai a concretizzare un contropiede, disarmando Higuain e neutralizzando Suso, il vero faro della squadra.

Va intonata una nota di merito sicuramente a De Vrij e Skriniar, forse la coppia di centrali migliori del campionato, se non di più. Insieme formano una fortezza simil-troiana, quasi inespugnabile: e dispiace per Miranda se, quando a giocare è lui, le differenze sono ormai lampanti.

Senza Nainggolan, e con Politano ed i croati in forse, l’Inter si appresta ad un periodo di fuoco: Barcellona a Barcellona, Lazio a Roma, poi Genoa, ancora Barcellona ed Atalanta. La classifica si è allungata e le prime quattro sembrano in fuga: tra venti giorni i primi verdetti. Intanto, per una notte, San Siro si spegne sotto un grido: “ti te dominet, Milan”.

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