16 Maggio 2026
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Svincolati di lusso: quel giocatore che stregò un professore…

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Servizio di Maurizio Longhi

Tutti quei sogni per cui ti corri, li meriti davvero o son solo illusioni folli…”, l’anno scorso correva verso i suoi sogni con la stessa intensità con cui dopo i gol correva verso la sua fidanzata. Per Manuel Lettieri, classe ’93, a distanza di qualche mese, pare che quei sogni siano diventati proprio illusioni folli. Senza una spiegazione, senza un perché. Ha disputato un ottimo campionato con la maglia del Sorrento, mettendosi in mostra per la sua duttilità e anche per la sua capacità in termini di realizzazioni. È stato l’eroe del grande blitz ad Aversa, quando il Sorrento targato Chiappino, ancora alle prime giornate di campionato, andò ad imporsi al “Bisceglia” anche grazie alla doppietta del centrocampista irpino. Ha segnato, al “Campo Italia”, la rete che è servita per piegare il Tuttocuoio con cui ci si giocava un posto per la salvezza diretta prima che entrambe finissero negli spareggi, con i toscani salvatisi per aver battuto Aversa e Arzanese. Ha messo la sua firma anche su un altro colpo corsaro, quello di Castel Rigone. Per Lettieri si può dire che sia stata una stagione più che positiva quella trascorsa nella terra delle Sirene, si è fatto apprezzare per umiltà e professionalità, non lamentandosi mai qualunque fossero le scelte di chi lo allenava. Nella prima parte di campionato, con Chiappino in panchina, aveva molto più spazio come mezz’ala di un centrocampo a tre, mentre con Simonelli lo spazio si è ridotto prima che il prof. di Saviano si rendesse conto di quanto fosse importante uno come lui. Nel suo centrocampo a quattro, l’ha schierato anche come esterno di sinistra e, anche quando non partiva dall’inizio, era considerato un titolare. Perché il vero titolare non è chi parte dal primo minuto, ma chi gode della fiducia del proprio tecnico che, a sua volta, sa di poter contare sempre su di lui in qualsiasi momento della partita. Non è un caso che proprio mister Simonelli lo definì il “perfetto tredicesimo”, uno di quelli che gli allenatori vorrebbero sempre avere, anche a costo di sacrificare un titolare, intenso nel senso più convenzionale del termine. Perché giocatori che possono ricoprire più ruoli garantendo sempre un certo standard di rendimento, sono difficilmente surrogabili e Lettieri è uno di questi. Erano tanti i sogni per cui correva, quelli di migliorare e di sentirsi sempre più un calciatore vero, quelli di affermarsi e di riuscire a catturare sempre più attenzioni, quelli di mettersi a disposizione di un progetto ed esserne uno dei protagonisti, mentre si è ritrovato con un pugno di illusioni. Ha trascorso un’estate intera ad aspettare la chiamata giusta, sono iniziati i campionati e il telefono non squillava, e pensava alla stranezza del calcio. I tanti sacrifici in allenamento, l’adrenalina prima delle partite perché chi vive di calcio non può esserne immune, le gioie dopo le vittorie, le amarezze dopo le sconfitte, per chi ama il pallone fare a meno di tutto questo è come non avere più l’ossigeno per respirare. E ci si chiede perché non squilli il telefono dopo aver dimostrato di poterci stare benissimo tra i professionisti. Ma anche in questi momenti, i sogni non possono dileguarsi, ti vai ad allenare ovunque pur di farti trovare pronto in attesa della fatidica chiamata e, finché il telefono non squilla, la testa non sarà mai libera del tutto, è così anche se vuoi far credere il contrario. Quando nella vita ti poni un obiettivo e vivi per quello, il resto sono solo dei “particolari sciocchi, se bari si vede dagli occhi, niente paura tu corri. Tu corri….”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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