
Views: 2
A poco più di 24 ore dalla esclusione anche il nostro sito ha intenzione di manifestare tutta la solidarietà possibile ad una tifoseria tra le migliori d’Italia. Chi conosce il calcio non può non capire lo stato d’animo dei supporter biancoverdi che rivivono un incubo dopo soli nove anni. Eppure ricordiamo di aver letto da qualche parte che mai sarebbe successo e che i conti erano sempre e tutti in regola. Bene, quindi vuol dire che i motivi dell’esclusione sono altri. Lasciateci almeno l’ironia.
Anche noi ci siamo lasciati cullare dalle indiscrezioni che garantivano una vittoria e nessuno si è permesso di parlare del contrario anche perché era facilmente intuibile che non conveniva per una molteplicità di (sicuri) improperi. Adesso che la frittata è fatta e solo adesso noi, come molti alti, potremmo anche scrivere ve lo avevamo detto ma abbiamo un briciolo di dignità ed evitiamo. Qualcun’altro lo farà, lo stesso che fino ad ieri era a braccetto con diceva che tutto andava bene.
A freddo, si fa per dire, le impressioni di alcuni amici del campo del giornalismo, del calcio, dello spettacolo e della moda.
MAURO PANTANI (ex calciatore): “Che dire, io ci credevo e speravo che tutto si risolvesse nel migliore dei modi. Caro Michele sarà dura per noi ex calciatori che ad Avellino siamo di casa, figuriamoci per quei ragazzi eccezionali che seguivano la squadra in ogni angolo d’Italia. Abbiamo dato e ricevuto tanto con addosso quella mitica maglia, ogni domenica guardavo i Lupi in tv e quando potevo correvo allo stadio. E’ una perdita per il calcio italiano, spero nel ricorso, ma sarà dura non poter vedere giocare una delle squadre più importanti del panorama calcistico del belpaese. Colgo l’occasione per salutare tutti i tifosi, vi abbraccio forte e vi ricordo che noi siamo Lupi”.
ANTONIO BASILE (stilista di moda): “Sono dispiaciuto e lo dico da sportivo. Amo le squadre del sud Italia e l’Avellino in modo particolare. I Lupi ci hanno costretti a vivere una delle delusioni più grandi con la sconfitta del Napoli nei Play-Off. Questo è lo spirito dello sport, si vince e si perde ma bisogna accettarlo. Non posso dire lo stesso quando capita che una squadra venga esclusa per errori dei dirigenti. Chi pensa al dramma dei tifosi che non hanno alcuna colpa se non quella di amare, incondizionatamente, una maglia. L’Avellino resta nel mio cuore anche per le continue battaglie in televisione con il mio caro amico Michele Pisani che resta a Napoli uno dei migliori testimonial della storia della compagine biancoverde. Spero di rivedervi presto, se dovesse andare male il ricorso, nel calcio che conta”.
MASSIMO DE MARTINO (Talent-scout): “Sapevo bene che non era un impresa facile, ci speravo tanto in questa sorta di miracolo perché, come in passato, ad Avellino abbiamo assistito a qualcosa di paragonabile al caso come quel gol di Venturini nell’ultima giornata contro la Roma nel campionato 80/81. In questo momento non mi va di puntare il dito contro qualcuno perché sarebbe come girare il coltello nella piaga, ma a chi è o era di competenza chiederei un qualcosa in più di farsi un esame di coscienza per come ha lasciato una comunità e una tifoseria esemplare come quella irpina che si è trascinata fino all’ultimo con l’ennesimo sacrificio per sostenere la squadra in questa penosa vicenda. Questa notte ho dormito male e come tifoso credo nell’ultima spiaggia del ricorso al Tar , anche se i miei pensieri vanno a come ripartire e da dove ricominciare con una gestione competente per come la mia città e questa tifoseria merita di avere”.
PIERO FRACCAPANI (ex calciatore): “Michele ti dico solo questo, quando ho saputo la notizia sono rimasto di stucco. Io credo che la colpa sia tutta della dirigenza, speriamo nel Tas, una piazza come Avellino non puo’ restare senza calcio. ieri è stata una giornata nera per i meravigliosi tifosi dell’Avellino ma anche per il calcio italiano. Colgo l’occasione per mandare un abbraccio a tutti i supporters biancoverdi e vi ricordo che in qualsiasi caso si grida sempre e solo forza Avellino”.
MAURIZIO LONGHI (giornalista): “Ricordo quando mi ritrovai a parlare dell’Avellino con Michele Pisani e altri colleghi irpini. La squadra stava in serie C e loro parlavano dei biancoverdi con un amore smisurato, rimembrando con orgoglio e senso di appartenenza gli anni della serie A. Ho capito quanto amore possa suscitare l’Avellino nel cuore dei suoi tifosi, anche quelli che hanno intrapreso la carriera giornalistica, per narrare in prima persona le emozioni dei Lupi. Il Lupo, ecco, il simbolo di una squadra che nei grandi appuntamenti sa mostrare anche i denti. Era fine aprile quando sono andato al “Partenio-Lombardi” per assistere allo spareggio per la promozione in serie D tra Sorrento e Agropoli. Sono subito rimasto colpito dal lupo gigante sulla pista d’atletica, ogni giocatore in maglia biancoverde dovrebbe fissarlo prima di ogni partita e sentirsi anch’egli un lupo. In quello stadio, l’Avellino ha ottenuto nello scorso campionato una salvezza che, ad un certo punto, sembrava davvero complicata. La squadra ha lottato tanto per restare tra i cadetti ma, ad un certo punto, l’incubo si è materializzato, di nuovo, a distanza di alcuni anni dopo averne vissuto già un altro. E pensare che, non più tardi di qualche settimana, un Avellino che non sapeva alcunché del suo futuro ha affrontato la Roma in una amichevole imponendone il pari. La Roma che presentava tra i titolari Manolas, De Rossi, Strootman, El Shaarawy, Dzeko, Kluivert. I tifosi non lo meritavano, e no che non lo meritavano, sarà dura accettare quest’altro smacco, bisogna avere la forza di ripartire per la seconda volta. Questo è il tempo del dolore, ma arriverà anche quello della rinascita, il lupo si è solo smarrito ma tornerà presto all’assalto.

Lascia un commento