16 Maggio 2026
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Sempre sul trono della classifica

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A volte è tutta una questione di pazienza, bisogna saper aspettare quando si ha la consapevolezza di lavorare duramente e per un obiettivo importante. Quello del Napoli era di creare una compattezza di gruppo e una squadra solida, ma l’inizio di campionato è stato tremebondo, altro che stagione di transizione, si temeva una di anonimato. Pian piano, sono arrivate le prime vittorie, i primi cinque gol rifilati agli avversari, il punto è che non ci si è più fermati scalando così tante posizioni da ritrovarsi in vetta alla classifica. L’autore di questo capolavoro si chiama Maurizio Sarri, uno che ha saputo incassare anche le critiche, ricordiamo la risposta ai rilievi di Maradona? “Lui è il mio idolo e può permettersi di dire tutto”. Una risposta di grande stile e signorilità, più che pensare a rispondere, ha preferito permettersi a lavorare, come ha sempre fatto, e i risultati sono questi. Da settimane, il Napoli è assiso sul trono della classifica, guarda tutti dall’alto e non soffre di vertigini, anzi. L’ha dimostrato soprattutto in casa della Lazio, giocando con personalità e autorevolezza, chiudendo la gara già nel primo tempo con le reti di Higuain e Callejon. Sul primo, ogni aggettivo è riduttivo, avere la media di un gol a partita è da fuoriclasse e lui lo è, ormai l’hanno capito tutti, impossibile metterlo in discussione. L’esterno spagnolo è ritornato ad essere un cecchino anche sotto rete, finora aveva pagato il suo dispendioso lavoro a livello tattico ma adesso sembra aver ritrovato quella lucidità anche sotto porta. Siamo a febbraio e il Napoli è primo in classifica, con due punti di vantaggio dalla Juventus, chissà da quanto tempo non succedeva. Difficilmente, dall’entourage partenopeo, si accenna al tricolore ma ora non ci si può tirare indietro, può essere l’anno giusto, proprio quello che doveva essere di ricostruzione. Poi se la Juve, già al dodicesimo successo consecutivo, dovesse continuare a vincere ancora, come una macchina da guerra, allora non resterebbe che rivolgerle i complimenti. Ma questo Napoli vince e convince, anche se bisogna sempre essere pignoli in questi casi: contro la Lazio, nel secondo tempo, ci si è limitati troppo ad amministrare il doppio vantaggio con la conseguenza di lasciare troppa iniziativa ai biancocelesti e rischiando in più occasioni di subire gol. Naturalmente, subire una rete, avrebbe significato riaprire una gara che nel primo tempo non aveva avuto storia, quindi, la sensazione è che il Napoli, pur avendo una ottima fase difensiva a differenza degli ultimi anni, debba comunque tenere i ritmi sempre alti. Questa squadra, comunque, è troppo bella da vedere, offre il miglior calcio della serie A, a detta di tutti, segna in quantità industriale, c’è intesa tra i reparti, non regna il singolo ma un complesso armonico. Non è un caso che non si butti mai via la palla, a Roma si è capito che, quando gioca come sa, questa squadra è da scudetto. È vero, la Juve è più abituata a vincere, magari farà prevalere questo, ma anche al Napoli non manca la fame, a partire dal suo allenatore che ha saputo trarre il meglio da ognuno, ridando fiducia e autostima a chi non ne aveva più o l’aveva in consunzione. Questa squadra merita applausi, perciò che sta facendo ma che deve continuare a fare, guai a sottovalutare la sfida interna con il Carpi, chi si deve salvare farà la partita della vita, a maggior ragione contro la capolista, poi verrà la volta di andare allo Juventus Stadium…

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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