16 Maggio 2026
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Savoia, tutto in 90 minuti

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Tutto in 90 minuti di passione e di estrema conflittualità. Tra l’ansia che genera un attesa così snervante e l’aspettativa di un trionfo che significherebbe riscatto, primato, magnificenza. Dopo una lunga rincorsa il Savoia è di nuovo lì, ad un passo dal sogno. E si giocherà in casa del Portici l’ultimo bonus per la serie D diretta. Se nel fortino biancazzurro o altrove, non è dato sapere. Il manto erboso del San Ciro non ispira fiducia e i rapporti tra il club porticese e l’amministrazione comunale non sono idilliaci. Al vaglio due alternative: il Solaro di Ercolano o il Vallefuoco di Mugnano. Si saprà tutto oggi. Una sola certezza, però: ai tifosi del Savoia la trasferta che vale una stagione sarà proibita. Scorie di una rivalità inossidabile che si trascinano dall’anno scorso e che renderanno difficile una scelta diversa da parte della Prefettura napoletana. Torre Annunziata, però, vuole accompagnare in pompa magna i ragazzi di Franco Fabiano a questo grande appuntamento. E si organizzano per la messa in onda di una diretta con tanto di maxischermo in Piazzale Gargiulo. L’amore e la fede, si sa, non conoscono ostacoli o stanchezze. Si vedrà. Fatto sta che gli oplontini avranno un solo risultato a disposizione: la vittoria. Tertium non datur in considerazione dei due punti di ritardo che ancora separano i Bianchi dal Portici capolista. Un obiettivo quasi obbligato anche in considerazione degli ultimi tre impegni di campionato che chiameranno le due squadre allo sforzo risolutivo. Il Portici ospiterà il Forio e andrà a far visita a Sessana e Neapolis. Tutte squadre che non avranno granchè da chiedere alla stagione. Il Savoia, che già dovrà salvaguardare la seconda piazza dalle mire dell’Afragolese (per ora appaiata), sarà ulteriormente sollecitato dalla trasferta col rinato Casalnuovo anche se potrà sfruttare due turni casalinghi sulla carta agevoli. Va da sè che un pari col Portici condannerebbe virtualmente gli oplontini alla post-season.
Insomma, non si può sbagliare anche se il Savoia visto sabato contro l’Albanova ha dato dimostrazione di uno strapotere assoluto complicato da arginare come le movenze di un elefante in una cristalleria. Il trainer casalese Enzo Potenza non ha usato tanti giri di parole nel puntare il dito contro una prestazione scialba e arrendevole, la “peggiore” della sua gestione (seguito a ruota da un arrabbiatissimo presidente Pasquale Corvino). Sì, perché sull’erba del Giraud i biancazzurri non hanno messo praticamente piede se non in maniera simbolica, più come uno sparring partner che come un competitor. Il Savoia la partita l’ha dominata non solo per l’approccio, subito furioso, e per i ritmi forsennati, ma anche per la qualità della manovra e, in fase di non possesso, di un pressing che iniziava già negli ultimi 30 metri e diventava ancora più asfissiante in mediana. Per almeno 55 minuti i Bianchi hanno interpretato questo compito senza alcuna soluzione di continuità, poi hanno pensato bene di gestire le operazioni prima del doppio rush finale con Blasio e Tulimieri. Il Savoia non ha sofferto oltremisura le assenze di due pezzi pregiati come Onda e Sibilli oltre alla momentanea defezione di Tulimieri, entrato nel corso del secondo tempo e in rete per la manita oplontina. Del resto, se ci si può permettere di mandare in tribuna un elemento molto interessante come il terzino ’97 Francesco Del Gaudio, vuol dire che la rosa è di qualità e tutti danno le giuste garanzie tecniche e comportamentali. La mentalità è quella giusta anche se col Portici serviranno intelligenza e freddezza nella gestione del match e, soprattutto, nei momenti difficili che inevitabilmente si presenteranno in una sfida così tirata ed equilibrata. Con i biancazzurri di Casal di Principe, tutti si sono espressi con efficacia e carattere, traducendo sul campo proprio quello che è nel Dna di Fabiano. Faticoso trovare il migliore di tutti ma noi ve ne proponiano quattro, un pizzico più decisivi degli altri.
ESPOSITO – Apre le danze con un penalty concesso dopo pochi minuti e sigla il raddoppio nella ripresa come piace a lui, con un’inzuccata da avvoltoio vero. In attacco il suo peso si avverte ed è presente in tutte le idee oplontine.
GUARRO – Nel suo ruolo naturale di terzino è una autentica furia che non conosce tempo o usure. Si procura il rigore trasformato in apertura da Esposito e ci mette lo zampino nei tre gol realizzati nel secondo tempo dallo stesso attaccante (cross chirurgico), Blasio e Tulimieri. E padrone della fascia ed è un peccato che non arrivi un gol che avrebbe pienamente meritato.
AGATA – Agisce in mediana partendo da play basso, e ci mette piglio e grande qualità nonostante sia un esterno offensivo puro abituato anche a proporsi tra le linee. Svolge entrambe le fasi con abnegazione e smalto atletico. Insomma, non fa rimpiangere l’assenza di Sibilli. La manovra oplontina gira tutta intorno a lui.
PIANESE – Letteralmente devastante come esterno offensivo a sinistra. Fornisce a Castaldo l’assist del 2-0 e i numeri e le sgroppate che propone strappano applausi e suscitano un’estasi incontrollabile. Sessanta minuti (poi lo rileverà Tulimieri) di grande calcio che a fine partita solleciteranno anche il plauso di Fabiano.
IL PUBBLICO DEL GIRAUD – Caloroso e festante in un momento topico del campionato. E spinto dalla passione di 150 ultras che, in tribuna centrale, incitano senza sosta i Bianchi spingendoli ad una prestazione maestosa. Quando un tifoso dell’Albanova presente nel settore ospiti viene portato via in ambulanza dopo un malore, scatta un applauso infinito. Un momento di sportività che esalta il grande cuore di Torre Annunziata.
Stefano Sica
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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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