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Salernitana, vinto il primo round ma potrebbe non bastare

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I granata vincono la partita dell’Arechi e raggiungono l’obiettivo della vigilia, però si poteva fare di più. Soprattutto perché nel primo tempo si vede la miglior Salernitana della stagione: aggressiva, vivace, lucida e anche propositiva. Djuric e Jallow hanno animato i 12mila come non mai in questa stagione , poi però le gambe sono diventate più pesanti ed il Venezia ha preso il sopravvento. Nel secondo tempo Micai ha subito un assedio ed è capitolato solo al primo minuto di recupero: peccato perché c’erano spazi in contropiede che si potevano sfruttare meglio. Alla fine è 2-1, ma è ancora tutto da giocare. Bisognerà ripetere il primo tempo di ieri sera, anche domenica, però la prestazione dovrà essere più continua. Soprattutto perché c’è il rischio supplementari. Menichini nei suoi 11 di partenza, non regala sorprese e mette in campo il 4-3-3 su cui ha lavorato per più di venti giorni. C’è uno straordinario Orlando a completare il tridente mentre a centrocampo con Di Tacchio e Odjer c’è Minala, l’unica voce fuori dal coro. A sorprendere sono l’atteggiamento e il gioco che mette in campo la Salernitana, completamente un’altra squadra rispetto al disastroso mese di maggio. I granata aspettano per dieci minuti lo sterile possesso palla del Venezia, che fa girare il pallone senza mai entrare in area di rigore. Cosmi abbandona la difesa a tre e si schiera con un 4-4-2 molto offensivo. Il vulcanico allenatore dei lagunari vuole segnare, ma praticamente Micai non correrà alcun rischio per almeno un’ora. E la Salernitana, un po’ timida all’inizio, alza la temperatura accompagnata dal ritmo dei tamburi di una Curva Sud infuocata e in dieci minuti dà due colpi alla partita. La prima azione dei granata arriva al 12’ e fa tutto Jallow. Il gambiano prima recupera in difesa, poi orchestra l’azione che passa dai piedi di Djuric e quelli di Orlando prima di arrivare a Pucino che è frettoloso nel cross. Ma tanto basta per animare Menichini e la sua verve. Il tecnico di Ponsacco ha chiesto e ottenuto carattere e attributi, ma nel primo tempo della Salernitana c’è anche tanta tattica. Di Tacchio si abbassa per far compagnia ai centrali difensivi e raramente prende compiti di impostazione. Ci pensa Odjer a portare avanti la palla, con Jallow e Orlando a tutto campo a proporre ma anche a difendere. Si scrive 4-3-3, si legge 4-5-1 ma soprattutto si vede calcio e gioco. E al 14’ la Salernitana segna e il gol è anche bello. Orlando fa quello che vuole accentrandosi col mancino, la palla viaggia e raggiunge Lopez: l’uruguayano crossa bene , Djuric si mangia Modolo e di testa fa 1-0. L’Arechi esplode, il Venezia accusa il colpo e Cosmi dà l’impressione di volersi mangiare i suoi, ed incassano subito il 2-0: prodezza di Jallow che riceve la sponda di Djuric e in girata piega Vicario. La Salernitana si entusiasma, ma soprattutto ragiona. Gestisce. Al di là di una respinta un po’ goffa ma comunque efficace di Micai, l’altra emozione del primo tempo lo dà il primo storico silent check di Via Allende. Al 35’ Mantovani tocca la palla con la mano, l’arbitro aspetta un paio di minuti e poi lascia giocare facendo esultare i tifosi come se fosse gol. Ma il rigore, forse, ci poteva anche stare.
Nel secondo tempo Cosmi prova a cambiare la squadra, spostando pedine e inserendo Zigoni e l’ex Rossi. Poi il tecnico arancioneroverde si siede in panchina e non si alza più, sconsolato. Il Venezia cerca di schiacciare la Salernitana negli ultimi 30 metri di campo, ma i granata si difendono bene compatti e aggressivi, almeno per metà ripresa. Mantovani e Migliorini continuano a non far passare nulla, mentre Pucino è sempre lucido e intelligente. Manca un po’ di coraggio per chiudere la partita, perché gli spazi in contropiede ci sarebbero. Ma quando subentra la stanchezza aumentano gli errori e alla fine il conto è salato. Orlando e Jallow finiscono presto la benzina, solo il primo viene sostituito. A centrocampo, invece, Odjer non fa più la voce grossa e Minala continua a muoversi in retromarcia. E allora ecco il Venezia. Zigoni entra e schiaccia di testa facendo venire un brivido a Micai, non paragonabile comunque al bolide di Pinato del 34’ che finisce a lato per centimetri. Ma a mangiarsi il gol è Modolo che al 36’ clamorosamente non trova la porta sul cross di Lombardi. Menichini prova a dare una scossa alla squadra inserendo Calaiò al posto di Djuric (il conto delle palle spizzate di testa del bosniaco si perde già nel primo tempo, tutto un altro giocatore rispetto al 2018). L’arciere non tocca palla perché la Salernitana praticamente non supera più la metà campo, il Venezia colleziona calci d’angolo e alla fine riesce a segnare. Al primo dei 6 (eccessivi) minuti di recupero Zigoni fa 2-1 e dà speranze al Venezia che prova anche a pareggiare con Rossi al 96’ (bene Micai). Al triplice fischio resta l’amaro in bocca, la vittoria è arrivata ma con il minimo scarto. Mancano ancora 90 minuti, tutto è ancora da decidere. La finale playout è viva, la Salernitana andrà al Penzo con il doppio risultato a disposizione. Senza illusioni e con la consapevolezza che la salvezza è ancora lontana.

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