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Tutto in pochi giorni, tre partite in otto. Sabato c’è la trasferta di Trapani, poi il turno infrasettimanale di martedì con la Spal e la domenica seguente il difficile derby di Benevento. Un trittico di fuoco. Un vero e proprio tour de force all’orizzonte per la Salernitana, che dovrà sfruttare al meglio tre partite probanti: l’ultimo posto dei siciliani non deve trarre in inganno perchè la compagine di Calori è reduce da 6 risultati utili consecutivi e ha il miglior attacco del 2017 con 9 gol segnati.
Dopodichè ci saranno le due neopromosse terribili in rapida sequenza, con la Spal in casa e i sanniti al Vigorito che vorranno certamente dare filo da torcere ai granata. Momento verità per la Salernitana in chiave classifica, Bollini dovrà stare attento anche a gestire al meglio le risorse a sua disposizione: c’è chi tira la carretta da molto, chi non è al meglio, chi è reduce da acciacchi e chi da… più panchine.
Ecco che, allora, la presenza in calendario del turno infrasettimanale potrebbe dare impulso al ritorno in auge di calciatori come Donnarumma, Odjer e soprattutto Zito, ultimamente messo in naftalina dall’allenatore, sebbene l’ex irpino non abbia riscontrato infortuni. Tutti e tre scalpitano ma solo i primi due hanno concrete chance di tornare titolari tra sabato e martedì. Occhio anche a Sprocati, che dopo il debutto (per la verità senza toccar palla) cerca maggiore continuità in un tridente d’attacco; a farne le spese – tra Trapani e Spal – potrebbe essere un Rosina non smagliante. Più giù nelle gerarchie Joao Silva, Luiz Felipe e Mantovani. Quanto ai difensori, molto dipenderà anche dalle condizioni di Tuia e Bernardini, al momento fermi ai box.
Mini-turnover, quelli bravi lo chiamano così. Bollini riflette anche sulle ammonizioni: Improta, Vitale e Busellato sono infatti diffidati e, in caso di giallo a Trapani, alcuni cambi nell’undici titolare diverrebbero obbligatori contro la Spal. Certamente le forze andranno gestite anche in vista del rush finale: fino a questo momento Bollini ha mostrato finora di saper gestire anche le dinamiche di spogliatoio, al mister di Poggio Rusco l’arduo compito di dosare al meglio le energie nel trittico ravvicinato di partite. Venti partite ma nessuna vittoria per la Salernitana nella sua storia in casa del Trapani.
Vi sono solo i 9 pareggi, l’ultimo dei quali rimediato nello scorso campionato, nei risultati positivi da annoverare in casa dei granata siciliani, sempre affrontati in terza serie ad eccezione, appunto, del match dello scorso torneo.
Il 22 ottobre del 1933 la primissima sfida tra le compagini, quando la formazione locale si chiamava “Juve Trapani”: gli allora biancocelesti campani ottennero un 2-2 con doppietta di Silvio Finotto (doppio Vignozzi per i siciliani); nella stagione seguente, sempre in I Divisione (l’ultima prima della riforma…che donò a Salernitana e Trapani la qualificazione alla nuova Serie C), il cavalluccio marino uscì sconfitto 3-1 dal campo Degli Spalti – vecchio impianto trapanese – con l’inutile rete finale di Ernesto Zambianchi dopo le realizzazioni dei padroni di casa operate da Fallaia, Cini e Benente. Dal successivo campionato le due compagini furono inserite in diversi gironi, per cui bisogna fare un salto al campionato di terza serie 1958/59 per ritrovare la trasferta di Trapani per la Salernitana. Che perse ancora (1-0, rete di Magheri), stavolta al campo Aula dove giocò anche nel torneo 59/60 (pari a reti bianche) e nel 1960/61 alla seconda giornata (3-1 per i siciliani con gol di Tommasoni su rigore, Novelli e Nardi, dello stesso Tommasoni l’autogol in favore della Salernitana) prima dell’inaugurazione dell’attuale stadio Provinciale di Erice che avvenne solo due settimane dopo tale incontro. Ma il nuovo teatro, a partire dall’anno seguente, non portò fortuna: l’8 ottobre del ’61 i granata caddero 3-2 sotto i colpi di Cerri (doppietta) e Zucchinali, nonostante fossero passati in vantaggio con Cataldo Gambino; di Oliviero Visentin il secondo gol ospite. Non andò meglio nel 62/63 (1-0, marcatore Rampazzo) e nel 63/64 (1-0, gol di Barbato), mentre nel 64/65 arrivò il primo punto al Provinciale con l’1-1 firmato da Gennaro Rambone per i granata e Cazzola per il Trapani. Era il 24 gennaio del ’65 e il punto fu bissato anche nel torneo successivo, alla terza giornata (0-0), quando la Salernitana fu poi meritatamente promossa in cadetteria ricevendo un favore proprio dal Trapani, che alla terzultima giornata sconfisse il Cosenza, antagonista per il primato, tra le mura amiche. Un anno di stasi e la sfida tornò nel 1967/68 e vide la Salernitana ancora sconfitta 1-0 (in gol Pellizzari alla terzultima di campionato).
Seguirono gli 1-1 del ’69 (Davì per i locali e Franco Rosati per i campani) e del ’70 (ancora Rosati, ma su rigore, a pareggiare l’iniziale vantaggio locale di Ciraolo, sempre dagli undici metri): il Trapani retrocesse e tornò in C dopo due stagioni di inferno in Interregionale. Dunque, la Salernitana tornò ad Erice il 6 maggio 1973 e perse 1-0 (Sorrentino in rete), bissando il risultato negativo nelle annate successive (nel 73/74 finì 2-0 con doppietta di Pescosolido, medesimo risultato negativo nel 74/75 con reti di Ferrari e Casisa) e tornando a far punti con lo 0-0 del 75/76.
Ancora ko per il cavalluccio nel 76/77, quando una doppietta del futuro granata Gabriele Messina e un gol di Todaro misero in ghiacciaia la gara in cui valse a poco la rete della bandiera di Sergio Di Prospero per il 3-1 finale. In quel Trapani militava anche il salernitano Enrico Coscia, attualmente apprezzato direttore sportivo e talent scout. Il 18 dicembre 1977 ulteriore apparizione della Salernitana al cospetto del Trapani in Sicilia: era la quintultima giornata d’andata e la gara finì 1-1 (Costante Tivelli per gli ospiti e pari trapanese di Luzi). Al termine di quel campionato i siciliani non riuscirono a mantenere la terza serie e, per un solo punto, furono assegnati alla nascitura Serie C2. I
nfine, quasi quarant’anni dopo, la gara del febbraio 2016 che terminò 1-1: vantaggio locale con Pagliarulo su incertezza del portiere campano Strakosha, tradito anche dal vento, e pareggio della Salernitana a 5′ dalla fine col solito Massimo Coda.
Gli ospiti terminarono in dieci uomini a causa dell’espulsione rifilata a Odjer per doppia ammonizione.

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