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Giunto da poco a Salerno, in questi giorni Colantuono ha visto tutto e tutti all’opera, ha provato il 4-4-2, il 4-3-3, ha provato alcune varianti, poi alla fine ha deciso. Possiamo dire che lo spartito tattico c’è, i dubbi a questo punto – e tanti – sono sugli uomini da schierare dal 1′. Non potrebbe essere altrimenti, con una manciata appena di allenamenti a disposizione. Ieri al Volpe il neo trainer granata Stefano Colantuono ha ampiamente mischiato le carte in tutti i reparti nelle esercitazioni tattiche svolte sotto un cielo plumbeo che ha reso necessario l’utilizzo dei riflettori fin dalle prime battute dell’allenamento, iniziato alle 15. Al momento l’unica certezza è il modulo 4-4-2. Partendo dall’attacco, Colantuono ha alternato le coppie Bocalon-Rosina e Rossi-Rodriguez. A centrocampo, a destra il trainer di Anzio ha ruotato Gatto, Di Roberto ed Alex, a sinistra Sprocati, Zito ed Asmah. In mezzo prima Minala-Ricci, poi Odjer-Signorelli ed infine Minala-Signorelli. In difesa provate le coppie Mantovani-Bernardini e Bernardini-Schiavi, con Pucino, Perico, Vitale e Popescu a far staffetta sulle rispettive corsie. Un modo per sincerarsi delle condizioni fisiche ed atletiche degli elementi a disposizione, ma anche per far sentire partecipi tutti gli effettivi. “Non chiudo le porte a nessuno. Tengo in considerazione tutti, a meno che qualcuno non chieda espressamente di andare via”, ha affermato in sede di presentazione Stefano Colantuono. Parole che hanno pungolato il gruppo, soprattutto chi con Bollini era scivolato nelle retrovie. Nuovo tecnico, gerarchie pressoché azzerate. A Chiavari tirerà vento di novità. Tattiche, ma anche di uomini.

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