Views: 2
Le chiacchiere stanno a zero. Della gestione Sannino fin qui restano solo le presuntuose prosopopee del tecnico di Ottaviano che stridono con una classifica alquanto deficitaria. Le chiacchiere stanno a zero, nel calcio come nella vita contano i fatti ed i numeri. Che condannano la Salernitana e la sua gestione, incapace di valorizzare l’innegabile bagaglio tecnico di cui dispone. Dopo la brutta sconfitta di Cittadella, la panchina del tecnico granata a questo punto scricchiola: “Mi sento in discussione dal primo giorno che sono arrivato qui. Non ci aspettavamo una situazione del genere, anche se chi ha visto il nostro percorso sa che abbiamo sempre cercato di fare gioco. Anche oggi, con l’uomo in meno abbiamo creato occasioni per riaprire la gara e pareggiare. Bisogna fare gol, abbiamo avuto quattro occasioni ma se non la butti dentro torni sempre a casa a mani vuote”. Per Sannino l’episodio chiave è stato l’espulsione di Tuia: “Sapeva che era già ammonito, non doveva intervenire in quel modo sull’avversario in una zona di campo non pericolosa. Ha fatto un grave errore, lì bisogna temporeggiare e non entrare, ora c’è l’allenatore in discussione, non lui”. Sannino torna anche sulle scelte di formazione: “Ho deciso di schierare Coda perché è un calciatore che ci dà fisicità, un allenatore deve pensare anche quando ci sono calci da fermo, senza togliere nulla agli altri calciatori. Odjer è uscito perché ha sofferto nel primo tempo. Abbiamo giocato così sapendo che loro attaccano sempre la profondità centralmente, la partita era stata preparata in un certo modo. Con l’uomo in meno ci siamo messi con un 4-4-1 e abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Sul raddoppio del Cittadella abbiamo perso palla su una ripartenza”.

Lascia un commento