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Dopo aver usato il bastone e la carota, con la squadra. Elogio per il risultato e per lo spirito messo in campo, bacchettate per le troppe espulsioni, il vulcanico Lotito ha avuto modo di affrontare la questione multiproprietà. A taccuini e microfoni ha dichiarato : “Oggi la società è mia e di Mezzaroma, ma se dovesse andare in serie A io non potrei essere qui. Questo non vieta la presenza di mio cognato”. Cosí nel post gara, in sala stampa, Claudio Lotito é ritornato sulla questione abbastanza spinosa, specie dopo le parole del Presidente della FIGC Tavecchio, il quale solo pochi giorni fa fu chiarissimo in merito: “Se la Salernitana dovesse a fine stagione approdare in serie A Lotito dovrà cederla: la norma non sarà rivista”. Dichiarazioni, quelle di Lotito, leggermente in conflitto con quelle rilasciate lo scorso anno, quando il vulcanico presidente di Lazio e Salernitana sosteneva che, in caso di promozione in serie A, nè lui né il cognato (Mezzaroma) sarebbero potuti restare al timone della nave granata. Perché? Semplice: avendo iniziato un discorso insieme, ed essendo soci, ció non poteva affatto verificarsi. Ma ora, evidentemente, l’Imperatore Claudio avrá cambiato idea, ma c’è da giurare, che fará di tutto per provare a modificare la norma che precluderebbe anche la presenza alla guida della societá di Marco Mezzaroma. Anche se, per dirla tutta, potrebbe esserci un altro nodo da sciogliere, poiché la normativa prevede anche l’impossibilitá di ricoprire la massima carica dirigenziale a parenti ed affini fino al quarto grado di parentela. Una situazione che, dovesse verificarsi (ovvero la promozione in serie A della Salernitana), farebbe parlare di lei in ogni angolo dello Stivale. La “sfida” alle NOIF é appena cominciata.

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