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Due match incastonati in un unico evento. La gara tra Salernitana e Pro Vercelli sarà anche questo. L’aspetto tecnico sviluppato dai ventidue calciatori in campo, senza dimenticare di rivolgere uno sguardo alle poltroncine centrali della tribuna vip. Dove si svolgerà il secondo atto dello spettacolo calcistico in scena allo stadio Arechi. Quello che avrà come attore protagonista un solo uomo, Giuseppe Sannino da Ottaviano, messo ‘’in castigo’’ dalla Giustizia Sportiva per aver proferito espressioni blasfeme. Una sorta di melodramma, una tragicommedia avvincente, che spesso distoglierà l’attenzione dei presenti dalle dinamiche proposte dal prato verde. Perché sarà davvero dura per il tecnico partenopeo contenere la vis agonistica e polemica che abitualmente lo caratterizza in panchina durante i match della squadra granata. Le emozioni e le ‘sofferenze’ patite saranno simili a quelle di un felino costretto a vivere in cattività. Perché chi avverte la tensione di un match in maniera spasmodica e parossistica, può trovare una via di fuga psicologica solo nel frenetico movimento accompagnato da imprecazioni e interrogativi retorici, distribuiti a piene mani agli altri componenti della panchina. Il circolo dell’energia negativa, quella che rischia di nuocere anche alla salute, può essere arrestato solo agendo in questo modo. Consentendo alla parola concitata e alla frenesia del corpo di inibire sul nascere l’accumulo di stress. Tutto questo non sarà nella disponibilità dell’ex allenatore del Varese, il quale dovrà trovare in questi giorni le giuste contromisure per preservare l’aplomb richiesto dal contesto diverso e tenere a bada il nervosismo prodotto dalla difficile contesa contro i piemontesi di mister Longo.
“Per Sannino sarà un problema perché dovrà gestire dall’alto tutto. Lui sicuramente soffrirà di più, visto che in panchina si sfoga ma in tribuna dovrà tenere anche un certo contegno dal punto di vista della mobilità: mi auguro che i ragazzi facciano quello che ha detto in settimana, facendo a meno, solo per una sera, della sua presenza in panchina”, conferma il team manager granata, Salvatore Avallone. “Ogni partita è importante, anche quella di lunedì sera lo sarà. Cerchiamo la giusta continuità di risultati. Speriamo di recuperare Della Rocca e Perico, mentre Odjer non ci sarà”, ha poi aggiunto il dirigente. Una gara cruciale per il futuro imminente della Salernitana. Una vittoria, infatti, regalerebbe alla classifica un aspetto decisamente migliore, con la crescita della distanza dalla zona play out e il conseguente avvicinamento alla zona play off. Una consapevolezza che accompagnerà sul terreno di gioco l’intero gruppo granata, desideroso di svoltare e intravedere percorsi meno angusti e più affascinanti.
Un successo che regalerebbe visibilità e meriti anche a Fulvio Fiorin, allenatore in seconda e solerte collaboratore tattico di Sannino. La sua prontezza nel dispensare suggerimenti ai calciatori al momento delle sostituzioni, così come la lettura tattica da condividere con il ‘proprietario’ della panchina granata, non sono sfuggite agli osservatori più attenti. Una vittoria che lo aiuterebbe anche a lenire il fastidioso torcicollo che potrebbe accusare il giorno dopo il match. Vissuto tra uno sguardo al campo ed uno attratto dalle inevitabili direttive provenienti dalle ‘retrovie’. Ed allora speriamo che vada tutto nel verso giusto e che Sannino, al termine di novanta combattutissimi minuti, possa abbandonare la poltroncina della tribuna e lasciarsi andare ad uno dei suoi atteggiamenti più frequenti: sfregare velocemente le mani. Secondo gli studiosi del comportamento, tale azione manifesta felicità ed appagamento. I venti punti in graduatoria della Salernitana non potrebbero essere rappresentati meglio.

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