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Sa bene che a Salerno si gioca una chance importante per rilanciarsi. Quando era al Siena, sembrava pronto per la panchina di una big, ma ha avuto un involuzione. Ora è vietato sbagliare, è parso concentrato, anche troppo, tanto che per presentarsi ha tenuto un discorso semplice, ma che inquadra perfettamente il personaggio Sannino. Il nuovo allenatore della Salernitana si è presentato ufficialmente ed ha giurato eamore alla piazza. “Chi indossa la maglia della Salernitana deve essere consapevole di dover dare tutto quello che ha”. Sannino è determinato, Salerno deve essere la sua rivincita. Prima di rispondere alle domande, il neo tecnico granata decide di tenere un piccolo discorso. Breve, ma incisivo: “Salerno è una piazza importante, c’è la passione del calcio vero– ha detto Sannino – Un’intera provincia vive di calcio, ho sempre voluto allenare questa squadra. Qui c’è tanta pressione, ci si aspetta sempre il massimo: è l’ideale per me, voglio l’adrenalina. Sono stato in stadi importanti, ma il calore che emana l’Arechi è da Serie A. Allenare la Salernitana è stato un mio sogno, ora è divenuto realtà. Domenica ho incontrato i presidenti, con Fabiani ho parlato già un mese fa. Pensavo che la panchina fosse già stata occupata, ma il fato è elemento determinante nella mia vita. Oggi parte la mia avventura”. Si riparte dai primi tre acquisti: Caccavallo, Vitale e Laverone. Il tema mercato, naturalmente, è caldo in estate: “Il calciomercato ancora non è completo. Come sogno la mia squadra? Non contano i moduli, sono solo numeri. Sono nato con il 4-4-2, ma nel calcio si cambia. La mia squadra deve essere camaleontica, lavoreremo principalmente sulla difesa a quattro ma non escludo di provare anche lo schieramento a tre. La Salernitana parte da una lista di nomi già importante. In Serie A ho capito che una squadra deve saper cambiare sempre, la mia predisposizione è giocare a due punte. Il mio obiettivo è dare delle idee a questo gruppo, i calciatori devono rispondere sul campo. Il mercato, per me, è troppo lungo e questo non fa bene al calcio perché un calciatore in estate è distratto. A volte è meglio saper aspettare per poi centrare i colpi migliori. Ora c’è un ritiro importante da effettuare. Voglio conoscere i ragazzi, è impossibile pretendere di avere la rosa già completa oggi. Ho fatto dei nomi al direttore. Rosina? E’ un calciatore polivalente, può giocare in tanti ruoli. Non so se viene, so che chiunque verrà alla Salernitana deve mettersi a disposizione della squadra. Sciaudone non è un mio calciatore”. Lotito ha già fatto proclami, l’obiettivo della Salernitana è raggiungere i playoff. Sannino è cauto: “Il presidente stimola sempre i propri dipendenti a fare il meglio. non mi piace fare proclami, neppure parlare troppo presto. Il mio compito è lavorare giorno dopo giorno, provo a dare un’identità alla squadra. Voglio un gruppo che sappia giocare bene e portare a casa i risultati. Ogni allenatore quando parte vuole fare il meglio. Nessuna squadra vince sempre, come l’ultimo Cagliari. Il mio obiettivo è insegnare calcio, le critiche sono uno stimolo per fare meglio. Lavoriamo, il campo darà risposte. Ringrazio la società che mi ha scelto, io devo dimostrare solo a me stesso di essere pronto”. E su Inzaghi: “Il diesse mi ha spiegato come stavano le cose. Ho vissuto questo mese da disoccupato, in attesa di una telefonata. Sono un uomo del sud, voglio fare qualcosa di importante nella mia terra. A Inzaghi faccio un grande in bocca al lupo, fare l’allenatore è sempre difficile. Non credo agli allenatori che hanno solo certezze, io mi porto sempre dei dubbi. Ci saranno momenti belli e momenti brutti, la passione ti avvolge ma deve essere gestita”. Sannino ammette poi di aver guardato molte partite della Salernitana dell’anno scorso: “I granata hanno perso molte partite ingiustamente. E’ stata molto sfortunata. La nuova Salernitana deve avere il mio carattere, deve onorare la maglia ogni giorno, durante gli allenamenti e durante le partite. Questa è una squadra da completare, abbiamo un ritiro da effettuare dove capiremo dove limare e dove completare la rosa. Ora siamo coperti in tutti i ruoli, ma la società vuole fare qualcosa in più rispetto all’anno scorso. Cercheremo di rendere completa questa rosa. Servono elementi sugli esterni e in attacco. Per me le partite si vincono senza subire gol. Voglio dare ai ragazzi questa mentalità. Si difende in undici e si attacca in undici. Si soffre e si gioisce insieme. Terracciano? Purtroppo con me ha giocato poco perché infortunato. Può far vedere quello che ha già dimostrato lo scorso anno. Faremo un ritiro solido, i ragazzi devono mettere nelle gambe benzina per il campionato. In Serie B si corre e le mie squadre devono correre il triplo”. Sannino è determinato, “non sono una scelta di ripiego”, poi illustra i principi del suo calcio: “Una squadra aggressiva, ma anche intelligente. È questa la mia Salernitana. Il calcio è anche studio, bisogna conoscere l’avversario. Ma soprattutto allenarsi duramente”. Infine, un messaggio ai tifosi: “Faccio i miei complimenti alla tifoseria della Salernitana. Lo scorso anno non hanno mai mollato, hanno supportato fino all’ultima gara. Dobbiamo ripartire dalla protesta della finale playout. Ai miei calciatori voglio far capire che siamo in debito con i tifosi. Dobbiamo fare bene partita dopo partita. Voglio farli divertire, voglio giocare bene e portare a casa risultati. Io ho quasi 60 anni, sono un vecchietto. Sono diventato più saggio. Salerno è il mio punto di arrivo, ma anche un punto di partenza. I miei risultati sono legati al campo. Ecco il mio messaggio: voglio che si ragioni sul noi e non sull’io. Dobbiamo costruire, soffrire e gioire insieme. Solo così potremmo vivere un anno importante”

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