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Salernitana, missione fallita. La salvezza passera’ attraverso i Play-out

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Il Menichini ter, inizia sotto brutti auspici. Tutti attendevano un sussulto d’orgoglio, una sorta di miracolo che doveva materializzarsi, alla fine così non è stato. Solo flebili speranze per la Salernitana che esca sconfitta dal match di Pescara nonostante 78′ di speranze grazie anche agli illusori risultati sugli altri campi. Con il ko dell’Adriatico i granata disputeranno i play-out da quartultimi col Venezia sperando che al Foggia non venga ridotta ulteriormente la penalizzazione il prossimo 17 maggio. Menichini conferma il 4-2-3-1 provato in settimana con il tridente di freschezza e fantasia composto dai due Anderson e da Jallow a supporto di Djuric. In mediana Odjer la spunta su Akpa Akpro al fianco di Di Tacchio – nelle vesti di capitano – mentre in retroguardia Mantovani viene preferito a Gigliotti nella linea completata da Casasola, Migliorini e Lopez. Al 5′ padroni di casa subito pericolosi con un cross di Balzano per Mancuso anticipato da Casasola, sul pallone si fionda Sottil che da posizione defilata spara alle stelle. Ribaltamento di fronte e la Salernitana ci prova con i due Anderson: André punta il marcatore diretto e penetra in area di rigore cercando Djavan con un cross morbido ma l’ex Bari commette fallo su Pinto. I granata ci riprovano all’11 con un corner dalla sinistra battuto da Lopez il cui traversone viene respinto, seppur a fatica, dalla difesa abruzzese. L’undici di Pillon riesce a ripartire con Pinto che apre per Marras, cross al centro in direzione di Mancuso che di testa – contrastato da Odjer- conclude debolmente a lato. Ancora una risposta granata dopo 17′ sugli sviluppi di un’azione avviata da André Anderson, apertura per Jallow il cui tiro smorzato diventa un assist per Djuric che ci prova in rovesciata non inquadrando lo specchio della porta. Cinque giri di lancette e il Pescara spreca una ghiottissima occasione con Mancuso che calcia debolmente al termine di un’azione nata da un errato passaggio di Lopez. Scatta la mezz’ora e la Salernitana va vicinissima al vantaggio: break di Jallow che taglia il campo e innesca Djavan Anderson che di prima intenzione calcia di potenza sfiorando il palo alla sinistra di Fiorillo facendo gridare al gol i circa 800 salernitani presenti sugli spalti che tremano invece al 35′ quando Balzano crossa al centro alla ricerca di Mancuso ma con la sfera che termina sul fondo. Ancora brividi dopo quarantuno minuti sugli sviluppi di un cross di Pinto sporcato da Mantovani, Mancuso non riesce a calciare e Marras tocca con la suola calciando su Micai che in qualche modo riesce a far sua la sfera.
Ripresa al via con qualche minuto di ritardo per la contemporaneità e granata subito pericolosi con un liscio clamoroso di Carpi su un traversone d’oro di Casasola dalla corsia destra. Il Pescara, seppur a ritmi bassi, quando accelera fa paura come al 7′ quando – dopo un fallo non concesso su Djuric – Sottil si ritrova a calciare da fuori area procurandosi il primo corner della partita. Dopo il tiro della bandierina tiro di Brugman che col mancino costringe Micai all’intervento in due tempi. Al quarto d’ora della seconda frazione Menichini opera la prima sostituzione della sua terza avventura granata inserendo Mazzarani al posto di un volenteroso André Anderson, Pillon risponde mandando in campo Bruno per Crecco. Dagli altri campi arrivano risultati confortanti (i pareggi di Padova e Verona con Livorno e Foggia) quando al 25′ la Salernitana si riaffaccia dalla parti di Fiorillo con Djuric che ci prova in estirada su suggerimento di Lopez dalla sinistra ma il gigante di Tuzla da distanza ravvicinata spara alto. Passano altri due minuti e a provarci è Di Tacchio con un rasoterra da fuori area dopo una bella iniziativa di Djavan Anderson ma Fiorillo blocca in due tempi. I padroni di casa reclamano per un presunto fallo di Odjer su Sottil che viene ammonito per simulazione mentre Menichini inserisce l’ex Calaiò al posto di Djuric con la speranza di sbloccare il risultato per archiviare il discorso salvezza. A sfiorare la rete però è il Pescara con Mancuso che da pochi passi trova la respinta di Mantovani e Micai che nulla può al 78′ quando il 2000 Bettella dal cuore dell’area di rigore trova il suo primo gol da professionista sugli sviluppi di un corner dalla destra. Nel frattempo il Verona passa in vantaggio sul Foggia grazie ad una doppietta di Di Carmine facendo scivolare i granata al quintultimo posto, ai play-out proprio con i satanelli. A meno di dieci minuti dalla fine Menichini gioca l’ultima carta dalla panchina: dentro Rosina, fuori Djavan Anderson. L’ex Zenit dovrebbe dare qualità ma a 5′ dalla fine dei tempi regolamentari a tentare un colpo di classe è Di Tacchio con una rovesciata che termina lentamente sul fondo. Il Pescara sfiora il raddoppio con un fendente di Ciofani che trova però la respinta di Micai che nulla può sul tocco ravvicinato dello stesso Ciofani sugli sviluppi di un corner dalla destra che regala ai padroni di casa il quinto posto. Contemporaneamente il Venezia rimonta sul Carpi condannando, in attesa del responso del Coni, il Foggia alla retrocessione diretta e i granata agli spareggi.

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