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Servizio di Raffaele Cioffi @RIPRODUZIONE RISERVATA
Coesione d’intenti. Tutti uniti verso l’obiettivo più importante: la salvezza. Chi è tornato in sella a campionato in corso ed ora, però, con un passo falso falso domenica rischierebbe di fare nuovamente le valigie – Menichini – e chi s’è cosparso il capo di cenere ammettendo, forse, in cuor suo, di aver sbagliato tanto all’alba della stagione in sede di calciomercato – Fabiani -. Per risollevare un gruppo spompato, cloroformizzato, bisogna toccare i tasti e le corde giuste. “Ragazzi, se non vinciamo la società mi manda via”. Così Menichini, come rivela il quotidiano “La Città” di oggi, ha aperto il discorso tenuto alla squadra martedi pomeriggio, all’interno del Pala Volpe. Dalle 14 alle 15:30. 90 minuti. Forse anche più importanti di quelli che attendono la Salernitana domenica. Il pensiero di società, tecnico e calciatori è condensato in queste poche righe. Vincere per non affondare, per non morire, per allontanare gli spettri di una retrocessione che assumerebbe i connotati di un disastro sportivo. “Domenica abbiamo solo un risultato a nostra disposizione – ha continuato Menichini nel ventre del campo Volpe – la vittoria. Tutti uniti, tutti convinti, tutti motivati, tutti sul pezzo: con il Crotone dal primo minuto dobbiamo attaccare, perchè davanti a noi abbiamo un solo risultato. Altrimenti mi cacciano e per voi non è che si mette meglio, quindi ho bisogno di capire chi sta dalla mia parte“. O con me o…contro di me, dunque, il succo del discorso alla squadra. Ma tutti sanno bene che affrontare la banda Juric non sarà una passeggiata di salute in riva al mare, altrochè. Per sconfiggere e “mettere al tappeto” il collega che ha domato la serie B e conquistato l’Italia intera con puro senso estetico c’è bisogno di piccoli ma fondamentali accorgimenti tattici. Per questo “ognuno giocherà nel proprio ruolo nel 4-4-2 che ho in mente, ha continuato il trainer ponsacchino, mantenendo sempre un eloquio forbito in tipico stile toscano. Ma Menichini non è l’unico ad essere in bilico. “Io potevo andar via – ha ammesso Fabiani, poichè anch’egli ha preso parte al vis à vis con la squadra – Qui tutti sbagliamo, ma ora non è tempo di processi, guai a pensare che tutto sia finito perchè la battaglia comincia ora. Azzeriamo tutto e fiducia in tutti, ma da oggi in poi nessuno deve più sgarrare. Siete una squadra, ora dimostratelo“. Parole forti, d’incoraggiamento ma che al tempo stesso fotografano l’attuale situazione della squadra e della società. Troppi gli errori ai quali ovviare, l’ammissione di colpa conta fino ad un certo punto. Bisognava pensarci prima, forse, anche se davvero nulla è perduto. Allora non resta che vincere e sperare, inanellare un filotto di risultati utili e pregare. Altra via d’uscita non c’è.

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