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Giunto fra mille dubbi, per un lungo infortunio, ora è l’uomo del momento, quello che sia nel derby col Benevento che a Brescia ha contribuito in maniera determinante alla conquista di due ottimi risultati. Stiamo parlando di Riccardo Improta che nell’ultimo turno ha anche trovato la sua prima rete in stagione con la maglia granata. Non è però il primo della famiglia ad aver avuto il cavalluccio sul petto, perché il fratello Umberto esordì tra i professionisti proprio a Salerno nella stagione 2002/2003: “Lo sento spesso, lui è contento già quando ha firmato per la Salernitana – ha esordito Umberto alla nostra redazione – Ha voglia di riscatto per la stagione passata dove ha avuto l’infortunio ed ora si è ritagliato il suo spazio. In famiglia siamo stati tutti felici anche per il gol che è arrivato, penso sia il giusto premio per tutti i sacrifici che ha fatto. Riprendersi da un infortunio è stata dura ma è stato bravo grazie alla sua tenacia. Vestire poi la maglia granata ti dà responsabilità ma anche tante gioie, giocare a Salerno è un onore“. Fin qui impiegato come quinto di centrocampo come richiesto da Sannino, Riccardo si è adeguato bene al nuovo ruolo, non propriamente il suo abituato a giocare più avanti e con un altro modulo: “Negli anni passati s’è disimpegnato in un altro ruolo, è il primo anno che fa il quinto – ha proseguito il fratello – Ha dimostrato di sapersi adattare alle scelte dell’allenatore. In passato ha giocato nei tre davanti nel 4-3-3, ma penso che abbia le caratteristiche per giocare ovunque su tutta la fascia. Sannino non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente e mio fratello non me ne ha parlato tanto, ma so che è un allenatore che pretende tanto ed è bravo tatticamente“.
Un campionato che molti si aspettano diverso da quello conclusosi pochi mesi fa, magari con qualche ambizione in più rispetto alla salvezza: “Come organico la Salernitana è composta da calciatori che possono fare la differenza in B. Farà meglio dello scorso anno dove è arrivata la salvezza ai playout. Può giocarsela alla pari con tutte, poi c’è un allenatore che ha grande esperienza. Il campionato di B è lungo ed equilibrato, ci sono squadre più forti come quelle retrocesse dalla A, ma le soddisfazioni possono arrivare“. E fu proprio in serie B che Umberto mise a segno la sua prima rete tra i professionisti, sempre con la maglia granata indosso: “Ho esordito con la Salernitana in B contro il Vicenza, poi tornai con mister Novelli in C1 ma non fu una stagione esaltante, avevamo una squadra giovane e fummo anche sfortunati. Da avversario sono tornato all’Arechi con L’Aquila in C2 e due anni dopo con la Vigor Lamezia, segnando in entrambe le occasioni. Vestire la maglia granata alla quale sono affezionato mi riporta alla mente tanti ricordi: l’esperienza più bella la feci nel settore giovanile con la Primavera quando c’erano giocatori come Mazzeo, Molinaro, Garofalo. Facemmo benissimo, ma con me porto sempre il ricordo del primo gol al Vicenza. Ogni volta che ci ho giocato è stata un’emozione, Salerno è una piazza da serie A, i tifosi sono spettacolari e ti senti un vero giocatore“. Oggi l’avventura in serie D con il Campobasso che è iniziata con il piede giusto: “L’anno scorso ho avuto un po’ di problemi: ora l’avventura con Novelli a Campobasso, dove c’è anche Aliberti, sta dando soddisfazioni. Ho ancora voglia di fare bene“.

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