16 Maggio 2026
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Salernitana, la lunga notte dell’Arechi

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Chi parla di una riunione, chi parla solo di alcune riflessioni, in mezzo vi entra pure una non credibile discussione con lo sponsor, o qualcosa di simile. La cosa che è certa, ieri sera dopo il deludente pareggio contro il Vicenza, a Salerno si è toccato il fondo. Con un direttore che ha commesso errori in serie, ed un allenatore subentrato a mercato chiuso, che fa quel che può con il materiale che ha in mano, manco da lui scelto. Tra presunti depistaggi elencati prima, chi ci casca, la certezza è che Marco Mezzaroma e Claudio Lotito ieri – ma possiamo dire stamani – sono rimasti fino a tardi allo stadio. I due patron hanno lasciato l’Arechi all’1:10 da un ingresso secondario, quello tra curva nord e distinti dov’è situato l’ambulatorio di medicina sportiva. Qualche minuto dopo li ha seguiti il ds Fabiani con il team manager Avallone, usciti invece dal varco tribuna in compagnia dal collaboratore Alberto Bianchi, che frattanto aveva raggiunto la compagnia dopo essere stato a cena. In sede sociale pare ci siano stati dapprima confronti tecnici sull’andamento della squadra e su alcune scelte dell’allenatore poco gradite alla proprietà (e soprattutto alla dirigenza), poi un incontro di carattere commerciale con i rappresentanti dello sponsor tecnico attuale per discutere del rinnovo contrattuale. “Di notte perchè una volta tanto che Lotito è a Salerno finalmente se ne poteva parlare”, fa sapere chi bazzica la sede. In realtà un imbufalito co-patron ha avuto un lungo confronto con Menichini ma anche con Fabiani. Si va avanti col tecnico di Ponsacco per diversi motivi: il primo è mantenere coerenza con la scelta fatta a febbraio affidandosi a lui a mercato concluso, il secondo è rappresentato dagli innumerevoli alibi da concedere (panchina di Coda a parte) all’ex vice di Mazzone, costretto a giocarsi una delle partite più importanti della stagione senza centrocampisti e con qualche difensore acciaccato, più tutte le solite problematiche. Non solo, c’è anche un’oggettiva impossibilità di trovare alternative valide pronte ad accettare una patata così bollente. Anzi, incandescente. Per un attimo voci di dentro avrebbero sussurrato l’intenzione di affidarsi a soluzioni interne per la fine del campionato (Savini ?, Ginestra?) ma Lotito preferisce sempre l’esperienza e la conoscenza della piazza di mister Menichini, riconoscendogli attenuanti. “Eh…’caccia Menichini’…Che senso avrebbe cambiare ora?” avrebbe detto a denti stretti nel rispondere alle critiche dei tifosi. Visto il poco amore, che lega il toscano, al direttore Fabiani…..verrebbe da dire che queste parole, se pronunciate realmente abbiamo un padre. Ma certezze non ne abbiamo, ma fosse vero….a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.La tifoseria ieri non ha digerito lo 0-0, mugugnando anche durante la partita e facendosi pesantemente sentire all’indirizzo di Lotito nel piazzale tribuna al termine della gara.La situazione non è logicamente delle migliori e, tenendo conto anche di alcune dichiarazioni piccate da parte dei calciatori Tuia e Ceccarelli ieri in sala stampa, che non le hanno mandate indirettamente a dire all’allenatore, il quadro di uno spogliatoio poco sereno che deve affrontare le ultime cinque e decisive partite, è presto fatto. Gli screzi della vigilia altro non erano che l’ennesimo capitolo di malcontenti e nervosismi, in un momento in cui da un lato è fondamentale la gestione psicologica del gruppo, dall’altro è certamente necessario equilibrio e “professionismo” fino alla fine, in caso di panchina, tribuna o campo. Ne va della salute della Salernitana.

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