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Dopo che il triplice fischio dell’arbitro, che ha messo fine alle ostilità in campo, la “festa”, per la salvezza conseguita è durata pochissimi secondi. I giocatori della Salernitana erano andati sotto la Curva per raccogliere l’abbraccio dei tifosi, con l’1-0 all’Entella la salvezza da quasi certa si è trasformata in matematica. Proprio mentre stavano partendo i primi cori, il colpo di scena. A sorpresa, fra lo stupore generale, sul terreno di gioco è sceso Claudio Lotito. Non corre buon sangue tra il patron dei granata e la tifoseria del cavalluccio, anche ieri nel corso dei 90 minuti, si sono seguiti cori e striscioni contro la proprietà, rea di non permettere alla città di poter sognare la Serie A. Fischi iniziali Sor Claudio, che ha poi iniziato un breve colloquio, durato poco più di dieci minuti, con gli esponenti della Curva Sud. Squadra alle spalle in silenzio, la parola l’ha presa prima la Curva. La tifoseria, attraverso le parole del portavoce Mino Caputo, ha ribadito al copatron la volontà di voler tornare a giocare per la Serie A e non più per la salvezza, dopo tanti anni di sofferenza e uno anche in Serie D. Il presidente ha prima ascoltato e poi ancora una volta esposto il proprio pensiero, raccogliendo il microfono lanciatogli dalla Curva. “Chiariamo una volta per tutte i ruoli, io ho sempre avuto grande considerazione per voi, le persone che seguono costantemente la Salernitana – ha detto Lotito – Io oggi ho accettato questa cosa per chiarire i ruoli e specificare qual è la verità. Io ho sempre detto che proprio per questa curva io sto qua se no già me ne ero andato, siete sempre presenti e seguite la squadra in trasferta rinunciando anche a comprare le scarpe ai propri figli. Tante persone strumentalizzano frasi che non ho mai detto, sembra quasi che ci sia volontà di destabilizzare l’ambiente. Se la squadra avesse avuto un clima diverso (e qui tanti fischi da parte della curva, ndr) probabilmente arrivavano altri risultati, che a volte derivano anche dal clima. Io sono andato a Perugia e mancavo da quattro anni in trasferta anche per la Lazio, ci sono andato per far capire che io sono qui e non è vero che me ne frego di Salerno, io e Mezzaroma qua non abbiamo avuto vantaggi se non quello di aver percepito affetto da parte di un certo numero di persone che ci hanno indotto a proseguire questo cammino. Non ho mai detto che la Salernitana è una seconda squadra, ho risposto solo a una domanda precisa sulle squadre B che io non ho mai voluto le seconde squadre ma che io ho due società distinte e quindi non siamo d’accordo per le seconde squadre. Non è che in campo scendo io, noi ci siamo confrontati con le squadre più forti e abbiamo vinte con le prime, dopo di che vorrei ricordare a tutti che non è che uno si sveglia e va in Serie A. I risultati dipendono da tanti fattori, potenzialità della squadra, dal clima che si crea attorno e se ognuno contesta non va bene. Il tifoso non ha il problema di pagare gli stipendi. Sulla base di questo voi dovete capire che noi non perdiamo tempo, noi lavoriamo tutti insieme per portare i risultati. Ci sono stagioni che vanno bene e altre meno. Speriamo che l’anno prossimo faremo il massimo. Dobbiamo lavorare tutti insieme e non creare divisioni. Vorrei ricordare a tutti che la Salernitana in 97 anni (in realtà 99) è stata due volte in serie a. Io non vendo sogni ma solide realtà, io vi sto dicendo che d’ora in poi se volete i risultati li raggiungiamo tutti insieme”. Il risultato? Altri fischi e il coro a concludere la discussione: “Vogliamo la Serie A”.

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