Views: 1
Il classico panettone l’ha mangiato, seppur con un retrogusto particolarmente amaro,dopo la sconfitta interna col Cagliari. Vincenzo Torrente proverà a “guadagnarsi” anche il cotechino e lenticchie che si dice portino soldi e fortuna (né avrebbe bisogno), restando ancorato alla sua sempre più traballante panchina. Al “Sinigaglia” di Como il trainer di Cetara, si gioca tutto in novanta minuti: non dovesse la Salernitana far risultato pieno in terra lariana, l’esonero scatterebbe praticamente automatico. Ribaltone che si vocifera potrebbe addirittura materializzarsi a prescindere, anche in caso di un successo a Como. Comunque vada, proprietà e dirigenza tireranno una linea, tracceranno un bilancio al giro di boa. Riflessioni che sarebbero sicuramente meno amare con tre punti in più tasca. Già lunga la lista di candidati al post-Torrente. Perdono terreno le ipotesi Menichini-bis e Marcolin, pure già sondati nelle passate settimane quando Torrente già a fatica scacciò lo spettro dell’esonero. Non trova conferme Bergodi, Fresco di rescissione con il Targu-Mures. Al momento sono Due i nomi caldi sul taccuino di proprietà e dirigenza. Il primo è quello di Franco Colomba, vecchia conoscenza degli sportivi granata. Per lui sarebbe un ritorno quasi vent’anni dopo lo scottante esonero maturato a gennaio 1997. Il trainer bolognese d’adozione ha voglia di rimettersi in discussione dopo l’esotica esperienza in India. Avvistato in tribuna nelle gare con Ascoli e Modena, secondo indiscrezioni avrebbe assistito dal vivo (senza farsi scorgere da occhi indiscreti) anche alla sfida della Vigilia all’Arechi col Cagliari. Ha ripreso quota anche la candidatura di Andrea Camplone, tecnico ancora sotto contratto col Perugia dopo il divorzio della scorsa estate. L’ex difensore del Pescara avrebbe già un accordo con il patron del Grifo Santopadre per la rescissione del vincolo in essere e relativa buonuscita che gli consentirebbe anche di mitigare future pretese contrattuali. Il profilo di Camplone – abituato a lavorare col 3-5-2 – stuzzica anche per ragioni prettamente tattiche. La piazza vorrebbe un cambio di rotta, ma non solo in panchina. Vorrebbe l’addio anche del personaggio che siede dietro la scrivania e che ha allestito questo presepe senza ne capo e ne coda. Chissà se ciò possa avverarsi.l

Lascia un commento