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“Siamo caduti nella trappola della furbizia dell’avversario, non ho mai visto una gara con tante interruzioni di gioco”. Alberto Bollini se la prende con l’atteggiamento eccessivamente ostruzionistico del Bari, reo di aver interrotto ripetutamente il match con l’antisportivo fallo tattico. “Sono arrabbiato perché volevo vincere e non ci siamo riusciti. Oggi ci sono state due partite, è stata gara vera solo nel primo tempo. Abbiamo giocato con buone geometrie, arrivando spesso alla conclusione. Il migliore in campo è stato Micai. Nel secondo tempo c’è stata un’altra partita, aspettacolare, con un tempo effettivo non degno di questa categoria. Io volevo giocare con ritmo alto, invece siamo caduti nella perdita di tempo dell’avversario e dell’arbitro che ha interrotto troppe volte il gioco. C’è rammarico ma nello stesso tempo consapevolezza di essere ancora in corsa. Non eravamo mai stati ad un punto di distanza della playoff. Meglio giocare per i playoff che con l’ansia per la retrocessione. Oggi prima della gara un punto dai playoff, mi tengo stretto questa ambizione che non era nei programmi e nelle speranze. Ci siamo arrivati vicini e continuiamo a lottare senza tabelle”. Sui singoli, Bollini plaude la prova del portoghese Joao Silva: “E’ un ragazzo d’oro ed ha grandi motivazioni. A volte si creano delle etichette ingiustificate. Io sono orgoglioso di allenare questa squadra e rappresentare questa tifoseria, abbiamo una curva che non ha eguali. Dietro di me – il riferimento alla tribuna – c’è una critica incredibile. Ho dovuto sostituire Joao perché aveva subito un colpo. Avevo un solo attaccante in panchina. Sprocati era indisponibile, lo abbiamo provato nel riscaldamento e ha dato forfait. I miei parametri sono la condizione atletica e in più dovevamo puntare sulle individualità. Coda sta giocando molto, in un minutaggio alto cerchiamo di dargli tempi di recupero nell’allenamento. È un calciatore importante nella manovra e nella finalizzazione. Nel primo tempo dovevamo velocizzare di più nei tagli, il gol manca per determinati momenti ma non gliene posso fare una colpa. Rosina? A livello tecnico cose positive, nel secondo tempo cose meno positive”. Mastica amaro anche il co-patron Lotito. “E’ mancata la ferocia agonistica contro un avversario che ha completamente rinunciato a giocare”. E’ rammaricato Claudio Lotito per lo scialbo pari interno col Bari che ridimensiona le ambizioni Salernitana in chiave playoff. Il co-patron granata se la prende anche con le assenze: “Abbiamo più contenuto che offeso. Con il senno del poi è facile parlare, ma con una squadra al completo sarebbe stata un’altra partita. Peccato per Sprocati e Improta, serviva un esterno veloce. Nel primo tempo c’è stata una discreta prestazione, Micai ha fatto buoni interventi. Per vincere serve determinazione cinismo e cattiveria, oggi non ho visto quella spinta emotiva presente nell’ultima partita in casa. La partita nel secondo tempo non si è giocata, è mancato quell’atteggiamento volitivo e cinico. Nel primo tempo abbiamo avuto due o tre occasioni, nel secondo tempo troppi errori dettati da una scarsa concentrazione. Nel gioco del calcio conta buttarla dentro, se non lo fai non vinci. Abbiamo commesso errori e ne abbiamo pagato le conseguenze, il Bari non ha creato nessuna difficoltà alla Salernitana”.
Sulla rincorsa playoff: “Mancano quattro partite, non ci aiuta questo pareggio. Questa prestazione poteva chiudersi con una vittoria per tutte le opportunità avute e per il gioco espresso soprattutto nel primo tempo. Nel secondo ci sono state tante interruzioni. In campo ci vanno i giocatori e non il presidente, ci fossi io mi mangerei l’erba. In altri tempi il pareggio contro il Bari era un buon risultato, oggi usciti noi penalizzati. La sfida al Frosinone? Stirpe non fa parte della federazione, il problema di fondo è il campo e vedremo la partita che farà la Salernitana. Mi auguro ci sia una ferocia agonistica diversa”.

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