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SALERNITANA (3-5-2): Micai; Karo (13’ st Kalombo), Migliorini, Jaroszynski; Cicerelli, Odjer (26’ st Maistro), Di Tacchio, Firenze, Kiyine; Jallow (26’ st Cerci), Giannetti. A disp. Vannucchi, Lopez, Djuric, Gondo, Morrone, Pinto, Dziczek. All. Gian Piero Ventura
BENEVENTO (4-4-2): Montipò; Maggio, Volta, Caldirola, Letizia; Insigne (31’ st Improta), Hetemaj, Viola (48’ st Del Pinto), Tello; Coda, Sau. A disp. Manfredini, Gori, Rillo, Kragl, Tuia, Basit, Gyamfi, Di Serio, Antei, Vokic. All. Filippo Inzaghi
Arbitro: Eugenio Abbattista di Molfetta (Raspollini /Margani). IV uomo: Giacomo Camplone di Pescara
NOTE. Marcatori: 16’ st Viola (B), 20’ st Sau (B); Ammoniti: Jallow, Di Tacchio, Giannetti (S), Insigne (B); Angoli: 4-6; Recupero: 1’ pt – 5′ st; Spettatori: 18003 di cui 1522 da Benevento
Il più delle volte nel calcio, vince semplicemente chi è più forte. Ed all’Arechi è andata così. Il Benevento, con nomi che potrebbero giocare nel massimo campionato italiano, passa e vince con merito, lanciando un chiaro segnale al campionato. C’erano tante aspettative per questo derby, ma la Salernitana non è riuscita a regalare ai 18mila dell’Arechi una prestazione di coraggio e qualità. E se contro chi è più forte si gioca male, è impossibile fare punti. Va con merito al Benevento il Monday night della terza giornata, le streghe passano per 2-0 e scavalcano la Salernitana in classifica che ha sognato un po’ troppo in queste due settimane e invece adesso si ritrova a fare i conti con la realtà. E la realtà dice che in questo campionato ci sono squadre più forti, per poter giocare alla pari bisogna spingersi oltre il limite. E questa sera la squadra di Ventura non lo ha fatto. Hanno segnato Viola e Sau nel secondo tempo. Sorrisi invece per Cerci, una ventina di minuti utili per riassaporare il campo. In tribuna presente, oltre al governatore della Campania Vincenzo De Luca, anche lo stato maggiore della Salernitana con Lotito e Mezzaroma. A fine gara applausi comunque dalla Curva, sold out dopo quattro anni. Proprio nel giorno in cui il cavalluccio ritrova i suoi tifosi, arriva la prima sconfitta in campionato. Una sconfitta che riporta tutti alla realtà, che se presa bene, può portare tanti giovamenti.

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