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Servizio di Luca Alvieri @produzione riservata
In occasione del referendum costituzionale, che raccoglie al voto tutta l’Italia in queste ore, noi ne facciamo uno tutto a tinte rossonere, riguardante la soffertissima vittoria avvenuta a pranzo contro il Crotone di Nicola.
Già mettendo nella stessa frase: Milan, sofferenza e Crotone, potete immaginare che non è stato un pomeriggio idilliaco per i tifosi rossoneri. Infatti, la squadra di Vincenzo Montella, non ha affatto avuto vita facile contro un Crotone ben organizzato, che difendeva a pieno organico e che cercava di colpire (come è successo) il Milan in contropiede.
Se dovessimo dunque etichettare la prestazione rossonera esprimendo un voto stile referendum, daremmo un bel “NO” tondo tondo all’atteggiamento troppo scialbo e morbido, da parte del Milan, contro un Crotone che invece, lotta su tutti i reparti in ogni partita pur di raccogliere punti utili ai fini della salvezza.
Motiviamo quindi, il voto dei singoli elementi: Lapadula e Sosa, rispettivamente il migliore e il peggiore della gara.
–SI: Lapadula.
Forse l’unico attaccante del Milan negli ultimi anni, che pur di toccare un pallone, anche sporco, va a prenderselo fino alla linea di centrocampo; pressando ogni pallone e arrivando fino in fondo ad ogni giocata, senza mollare mai. Insomma un vero lottatore, uno che la maglia la suda sul serio quando entra in campo, uno che sa veramente cosa significa indossare questi colori. Il migliore.
–NO: Sosa.
Non si vedeva una prestazione cosi brutta da parte di un giocatore del Milan, dall’ultimo anno di Allegri sulla panchina rossonera. Un vero scempio quello mostrato dall’ex giocatore del Besiktas, sia sull’aspetto tattico che tecnico. Se il Milan ha perso 80 palloni a centrocampo, 79 sono i suoi. Meritati i fischi al momento della sostituzione. Il peggiore.
Purtroppo, pur votando il “NO” di Sosa, tutti i tifosi del Milan devono sperare soltanto in un recupero lampo di Giacomo Bonaventura, perché con la squalifica di Kucka, il primo candidato per un posto contro la Roma, è proprio, Josè Sosa..

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