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E poi ci si domanda perché il calcio è lo sport più bello al mondo: evidentemente perché l’imprevedibilità è una costante onnipresente. Così anche nel male, perché perdere un derby 6 a 0 (a un certo punto streghe o ippocampi fa poca differenza) lo è, si può trovare quello spunto filosofico che ti fa amare questo sport. Ma volendo essere molto più concreti, è evidente che ora il tifoso si chiederà quale futuro si prospetta per “questa” Casertana in questa pazza stagione 2015/2016; iscritti al campionato dopo un’estate che aveva visto riaffacciarsi i fantasmi delle serie minori (con Lombardi che si defila a causa del problema stadio), partiti per salvarsi (e dopo il primo turno di Coppa Italia contro il Lecco tutto lasciava presagire a una stagione difficile), quindi il miracolo primo posto, infine un vistoso calo costato la vetta (nonostante il picco dei sette punti di vantaggio sulle seconde), fino ad arrivare all’umiliazione di Benevento dopo aver riassaporato l’aria fresca dei piani alti. Insomma non ci siamo fatti mancare proprio nulla, e mancano ancora otto partite…
Questo pomeriggio il presidente Corvino ha voluto incontrare la stampa, cosa dovuta dopo domenica. Sono stati toccati tanti temi, dall’allenatore, al mercato, ai giocatori, alla società e tanto altro. Un fiume in piena, il presidente, uno che perlomeno c’ha sempre messo la faccia, nei momenti belli così come in quelli brutti.
Si comincia col chiedere scusa ai tifosi e alla città per l’umiliazione senza precedenti (era dagli anni ’50 che la Casertana non prendeva 6 gol tra i Pro, all’epoca in una sciagurata trasferta contro la Reggina), ma anche per sottolineare i suoi meriti, ovvero far partire una campagna abbonamenti (col tentativo di far sottoscrivere un numero adeguato di tessere), costruire una squadra in grado di salvarsi e risolvere la grana stadio. Tutte cose, quale più quale meno, risolte per il verso giusto: “Ho voluto fortemente questo incontro con la stampa perché da quando faccio il presidente mi sono sempre assunto le responsabilità e me le assumo anche per quanto riguarda la figuraccia di Benevento. Dispiace essere rimasto solo nella battaglia per il campo. Non ho avuto sostegno da parte della tifoseria, ma evidentemente anche questo fa parte del calcio. Avevamo costruito la squadra per salvarci e siamo riusciti nell’obiettivo. Poi strada facendo i programmi sono cambiati, ci siamo rinforzati e siamo ancora in corsa per qualcosa di importante. Sono mortificato e arrabbiato per quanto accaduto a Benevento. Sono arrabbiato non solo con i calciatori nostri, ma soprattutto con la società del Benevento. Siamo stati trattati malissimo dall’arrivo alla fine. Ma me ne assumo le responsabilità perché mi sono completamente fidato pur dovendo creare attorno a me un gruppo di persone mie. Non l’ho fatto fidandomi di chi c’era. Non sono intervenuto nell’aspetto tecnico e questo è stato un altro mio errore. Ma tutto ciò che è stato fatto è stato fatto a fin di bene. Ho lasciato che le cose andavano in un certo modo credendo alla buona fede.” (fonte sportcasertano.it)
Si è anche parlato di mercato: a precisa domanda sul mercato invernale, il presidente precisa che, effettivamente, qualche mossa non si è rivelata propriamente azzeccata, ma d’altronde se la società fosse rimasta immobile sarebbero arrivate lo stesso critiche: “Partendo dal presupposto che abbiamo sbagliato campagna acquisti invernale, se non l’avessimo fatta ci avrebbero criticato ugualmente. A Benevento sono venuti meno tre calciatori. Se puniamo questi tre calciatori e perdiamo a Martina Franca arriveranno ulteriori lamentele. E’ una situazione delicata e particolare. Sono per limitare i danni e tentare fino alla fine. Vi chiedo di avere pazienza perchè cercherò di raddrizzare questa barca.” (fonte sportcasertano.it)
Rapporti Lombardi – Crovino? Nessun attrito, anzi. Anche se da ora l’imprinting di Corvino sarà molto più marcato rispetto al passato. Insomma, non più un presidente defilato, ma un “presidente presente”, decisionista: “Oggi ci troviamo in una situazione molto particolare. Tra me e Giovanni Lombardi non c’è mai stato nessun tipo di attrito, anzi siamo d’accordo su tutto perché in fondo siamo simili. Lui mi ha convinto a non dimettermi spiegando che le dimissioni avrebbero creato solo caos e ho deciso di rimanere almeno fino a fine stagione. Ho dato troppa libertà e d’ora in poi neppure un bicchiere d’acqua si muoverà senza il mio permesso. Ci saranno cambiamenti nell’organigramma. Metterò persone di mia fiducia all’interno del club. Mi è dispiaciuto per i mille tifosi che sono partiti pieni di speranze domenica mattina e come me sono stati umiliati. C’è modo e modo di perdere ma non certo in quel modo. Per loro è stato uno schiaffo che non meritavano. Avrei voluto guardare la partita dalla curva, ma avevo la famiglia al seguito e non me la sentivo di lasciarla sola. Chiedo scusa ancora a tutta la città, la tifoseria per la vergogna subita. Potranno trascorrere 10 anni, 20 anni ma questa cosa io non la dimenticherò. Abbiamo perso senza dignità. Come possiamo risolvere questi problemi? Dobbiamo forse mettere fuori squadra qualcuno? Li dovremmo cacciare tutti, ma sarebbe troppo semplice. I calciatori resteranno fino a fine campionato e devono subire tutto quello che noi abbiamo subito a Benevento, nessuno escluso. Chi ha sbagliato si assumesse la sua responsabilità.” (fonte sportcasertano.it)
Quindi sul futuro immediato: “Siamo a quattro punti con altri scontri diretti da giocare. Benevento, Lecce e Foggia hanno un cammino non semplice. Dobbiamo ricompattarci e continuare a lottare. Al momento siamo ancora in piena zona playoff. Le somme si tirano soltanto alla fine. Come io ho deciso di mantenere l’impegno fino alla fine chiedo ai tifosi e alla stampa di continuare a lottare al nostro fianco. Ai giocatori non vorrei proprio parlarci. Chiedo ancora scusa, sono mortificato, affranto perchè è stata un’umiliazione. Ai calciatori non ho nulla da dire. Cosa potrei mai dire? Loro oggi ci sono e domani no. La società non cambia, loro sì. Il male minore è essere uniti tra noi e questo è essenziale.” (fonte sportcasertano.it)
Resta Pannone, resta Romaniello: “Ho parlato con lui e altri della società e mi ha detto che nessuno mai gli ha suggerito l’undici da mandare in campo. Gli errori possono essere commessi, non ammetto però che qualcuno si possa far condizionare da altri. Lui mi ha assicurato che non è così ed è giusto che resti almeno per il momento”. Su Pannone che è stato messo in discussione risponde: “Gli diamo il merito di aver costruito una grande squadra che fino a dicembre aveva sette punti di vantaggio sulla seconda. Ha dato un’impronta a questa squadra. Però io devo creare intorno al direttore generale alcune figure e mi impegnerò anche su questo aspetto. Il futuro? Dobbiamo fare di tutto per salire il più in alto possibile. L’umiliazione non viene cancellata né dimenticata. Siamo a quattro punti dalla prima e avendo un calendario non certo difficile ce la possiamo giocare fino alla fine. Per il futuro dobbiamo crescere a livello societario, ambientale e mentale e mi riferisco ai calciatori. Quando vengono a Caserta non si devono assolutamente permettere di comportarsi come fatto a Benevento.” (fonte sportcasertano.it)
Fuori rosa il difensore Murolo, uno dei “tre” indicati da Corvino, fino a nuove disposizioni.
Quest’oggi la Casertana si è allenata al “Pinto” con i giocatori accolti da una forte contestazione di almeno una cinquantina di tifosi assiepati sulle tribune. E’ stato lo stesso presidente Corvino a volere che la seduta di allenamento si tenesse a Caserta e non a Marcianise, come abitualmente avviene; è stato il presidente a voler far provare ai calciatori la stessa mortificazione che i tifosi hanno subito a Benevento. Ipse dixit.
Davvero quella di domenica rischia di diventare uno spartiacque, e non solo per questa stagione. Che non tutto sia perduto è chiaro, lo dice la matematica e un calendario leggermente più benevolo verso i rossoblù. Ma bisogna ritrovare unità d’intenti e armonia: facile a dirsi, l’ambiente oggi è pesante e tronfio di livore. Certo che mandare tutto all’aria sarebbe un qualcosa di imperdonabile.

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