16 Maggio 2026
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Portici-Mariglianese 4-1. I tre top azzurri

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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


Un squadra di gran valore riesce anche a trasformarsi in pochi minuti mutando piglio, pelle e atteggiamento. Eh sì, perché contro la Mariglianese, il Portici del primo tempo non riusciva a mostrare brillantezza e autorevolezza, mentre nella ripresa è ritornato in campo come un carro armato. Azzurri che hanno servito il poker ad una Mariglianese rivelatasi squadra tignosa e messa molto bene in campo da mister Papa, non si sa quante riusciranno a rifilargliene quattro. Ma non era neanche facile imporsi in quel modo così netto sul Pimonte che, in questa seconda giornata di campionato, ha fatto penare il Savoia, riuscito a spuntarla di misura soffrendo oltremodo. Diciamo che questo Portici riesce a rendere facili le cose difficili e con quest’attacco stellare, tutto diventa possibile. Però, è giusto dire che non si è fatto ancora nulla di rilevante, forse è preferibile concentrarsi su ciò che poteva andare meglio nel primo tempo anziché esaltare le prodezze della ripresa. Una vittoria che porta la firma del gruppo, perché la partita è cambiata quando mister Borrelli ha deciso di far entrare Murolo e Fava, i quali hanno cambiato volto all’attacco mettendo a ferro e fuoco la retroguardia avversaria. Del resto, avere più attaccanti di livello serve anche a questo, perché non sempre si può avere lo stesso rendimento e poter contare in panchina su elementi in grado di rompere gli equilibri, è un lusso di pochi. Ora la nostra attenzione deve fermarsi su tre tasselli in particolare, quelli che, a nostro avviso, hanno brillato di più.

Alessandro Testa: Con il Pimonte, dagli undici metri c’era Chierchia. Neutralizzato. Con la Mariglianese, dal dischetto c’era Falco. Neutralizzato. Quasi quasi, per le avversarie è meglio non averne di rigori da battere, c’è questo portiere del ’98 che, a tu per tu con il rigorista, sa trasformarsi in un gigante. È pur vero che un portiere affidabile non lo si vede dalla bravura sui rigori ma Testa sembra già pronto a tutto. Sta ripagando la fiducia che è stata riposta in lui, ed è ciò che deve fare ogni calciatore, soprattutto un giovane. C’è chi ha creduto in lui e sta riscontrando con mano la bontà della decisione. Certo che iniziare con due rigori parati, è una gran bella soddisfazione, adesso non devono aumentare le aspettative intorno a questo ragazzo che, può avere anche un futuro luminoso dinanzi, ma va lasciato crescere in pace e senza pressioni.

Emanuele Murolo: Ottimo il suo impatto con la gara. È entrato con la voglia di spaccare il mondo. Non erano passati neanche dieci minuti dall’inizio della ripresa quando mister Borrelli l’ha gettato nella mischia sul risultato di 1-1. Il biondo centravanti, che nel tridente offensivo borrelliano agisce come esterno, si è fatto trovare pronto trasudando voglia di fare e fame di essere protagonista. E lo può essere tranquillamente, in coppa Italia ha già timbrato il cartellino due volte e avrebbe potuto farlo anche contro la Mariglianese. La sua verve ha creato scompiglio alla retroguardia di Papa, come se fosse animato da un sacro fuoco che ha iniziato a divampare appena ha messo piede sul rettangolo di gioco.

Dino Fava: Si sono sprecati gli aggettivi per descriverlo. Immenso. Ha dato la svolta alla partita segnando il gol che ha riportato il Portici in vantaggio per poi procurarsi il rigore trasformato da Sardo per il 4-1. E’ vero che meriterebbe di giocare ma, se entra e risolve le gare, che ben venga, diventerebbe il deus ex machina. Dopo essere andato a bersaglio in coppa, si è ripetuto dopo qualche giorno, quando siamo appena alla seconda giornata di campionato, di reti da bucare ce ne sono ancora tante. La sua condizione ottimale è un esempio di stile e professionalità, con un Fava così niente è precluso, anzi, si ha l’asso nella manica, la mossa vincente. Chi è abituato a far gol, lo fa sempre, lui ne è una chiara dimostrazione.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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