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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Ormai l’organico può dirsi completo, il diesse Stiletti ha lavorato tanto per chiudere tutte le operazioni nel giro di qualche settimana in modo da essere completi al raduno pre-campionato che inizierà il 18. E’ stato già tutto deciso, la società non ha perso tempo e non va in vacanza, le novità saltano fuori in grande quantità. Come quella del costume originale, di colore blu e con il logo ufficiale, una iniziativa che ha riscosso un consenso plebiscitario da certificare la serietà di una società che sta attenta anche ai particolari. Il 18, quindi, termina il tempo delle parole e si passerà ai fatti con la squadra che lavorerà sul campo alle dipendenze di mister Borrelli. Si pranzerà tutti i giorni a La Conchiglia, risto-bar preso d’assalto ogni giorno e, tra la seduta mattutina e quella pomeridiana, la squadra trascorrerà alcune ore al Lido Arturo.
Il programma del ritiro ha già fatto breccia nel cuore dei tifosi che non vedono l’ora che inizi, segno della passione con cui si è attenti e interessati alle sorti di questa squadra che può contare su dei fedelissimi che ci saranno sempre. È già partito il countdown per arrivare al 18, quando il nuovo corso prenderà ancora di più forma, perché finalmente ci sarà anche il pallone. Intanto prosegue la campagna abbonamenti, l’obiettivo è quello di allargare il numero di presenze allo stadio perché si possa sentire meno anche il fatto di giocare a San Giorgio e non nel proprio tempio.
Con lo slogan “una città e una maglia da amare”, il binomio squadra-città diventa imprescindibile, perché le due sfere non si possono separare ma devono marciare unite. Si spera che i porticesi non siano più lontani dalla squadra della propria città, estranei alle sue vicende, ma che si avvicinino spinti dal richiamo del cuore, che poi si potrà gonfiare di entusiasmo in base ai risultati. Ai nastri di partenza, regna tanta fiducia e un entusiasmo che si era un po’ assopito ma che la società si è adoperata per risvegliarlo.
Ormai nel calcio c’è una regola non scritta ma che, soprattutto in questi tempi in cui ci si trova facilmente indebitati fino al collo per poi scoppiare, assume una importanza vitale: una programmazione societaria seria, organizzata, professionale e presente sia tra la gente che nel quartier generale.
Non si può vincere con l’improvvisazione o auspicando l’annata fortunata, del resto la fortuna è una componente importante, che talvolta può anche risultare decisiva, purché si innesti su una base già solida e strutturata. Per questo, bisogna partire da dietro le quinte, un po’ come uno spettacolo teatrale, perché si riveli un successo da strappare applausi a scena aperta, c’è bisogno che dal retroscena ci sia serenità, impegno e sacrificio.
La scena è visibile, è lì che il prodotto arriva pronto e finito, ma è dal retroscena che si parte, è da lì che tutto dipende, i due aspetti non possono separarsi.
Un po’ come squadra-città, tale sinergia deve essere un punto fondamentale del nuovo quanto ambizioso progetto del Portici 1906. L’attesa per il ritiro cresce tra i tifosi, desiderosi anche di vedere all’opera i nuovi acquisti, la squadra è cambiata parecchio rispetto ad un anno fa ma il suo livello di competitività è altissimo.
Non si teme nessuno, devono essere gli altri club a temere un Portici che non intende fare da mera comparsa, bensì giocarsela con tutti consapevole di avere una faretra ben fornita per giustiziare e un’ugola così forte da far tremare.

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