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Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA
Bastava poco. L’Italia si riprende parzialmente il ruolo che gli spetta e piazza una grande zampata in Europa League, portando agli ottavi tutte e cinque le squadre. Un risultato molto positivo, ma poco pronosticabile, che ridà lustro al calcio italiano.
Se la qualificazione del Napoli sul Trabzonspor era ormai ipotecata, dopo la goleada in terra turca, non era infatti facile prevedere il passaggio del turno per tutte le altre quattro. I partenopei si sono limitati a poco più di un allenamento con la squadra di Trebisonda, ma hanno messo in cascina un’altra vittoria (1-0, rete di De Guzman).
L’Inter ha eliminato gli scozzesi del Celtic, battendoli a San Siro con un missile di Guarin, che ha scardinato la strenua resistenza della squadra cattolica di Glasgow, dopo il 3-3 dell’andata. La squadra di Mancini, rintuzzata da autentici miracoli del portiere biancoverde Gordon, è riuscita a sbloccare la gara e a chiudere il discorso qualificazione senza troppi patemi. I nerazzurri sono imbattuti da 10 partite europee (qualificazioni incluse): 7 vittorie e 4 pareggi.
Il compito più arduo era forse demandato alla Fiorentina, che si ritrovava di fronte una delle favorite alla vittoria finale: il Tottenham. Dopo il pareggio di White Hart Lane, i viola si sono esibiti in una prestazione precisa e di spessore, ingabbiando gli inglesi e punendoli, prima con Gomez e poi con il raddoppio di Salah. L’attaccante egiziano è alla terza rete con la maglia viola in 5 presenze. Col Chelsea aveva collezionato l’esiguo bottino di due reti in ben 19 gettoni.
Le perplessità maggiori, probabilmente, erano tutte sulle spalle del Torino. I granata arrivavano al temutissimo San Mames, dopo il pareggio dell’andata per 2-2. Con una gara di carattere e grandissima personalità, gli uomini di Ventura sono riusciti, non solo a conquistare la qualificazione, ma addirittura a battere i baschi dell’Athletic Bilbao nel loro “tempio” per 3-2. L’ultima italiana, che si era concessa il lusso di eliminare una squadra spagnola da una competizione europea, era stata l’Inter, nell’anno del triplete, facendo fuori il quotatissimo Barcellona.
Gli occhi, calcistici e non, erano puntati anche su Rotterdam. Dopo i vergognosi attacchi a Piazza di Spagna di settimana scorsa, in occasione di Roma – Feyenoord, si temevano ulteriori escalation di violenza. Le attese, purtroppo sono state rispettate. Nulla da eccepire per quanto riguarda i tifosi della Roma, strettamente controllati dalle forze dell’ordine. Piuttosto rivedibili, invece, i tifosi olandesi, che non hanno lesinato di mostrare atteggiamenti razzisti e antisportivi. Tali comportamenti hanno addirittura comportato, a più riprese, la sospensione del match. In campo, la Roma ha meritato la qualificazione, punendo il Feyenoord con cinismo. Non senza qualche brivido di troppo, la truppa di Garcia ha portato a casa il passaggio del turno col risultato di 2-1 (reti Ljajic e Gervinho per i giallorossi, gol di Manu per gli olandesi).
Molto più di una boccata d’aria per il ranking UEFA, considerando anche il successo di martedì (per ora parziale) della Juventus sul Borussia Dortmund. La strada maestra è delineata. Basta snobismi, l’Europa League non è una coppa di serie B. Riconoscere i propri limiti e guardare al raggiungimento di obiettivi possibili può solo far bene al nostro calcio. A quanto pare, per una volta, sembra che abbiamo capito la lezione.
Twitter: @Val_CohenLauri

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