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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Ci si attendeva un pronto riscatto dal Napoli dopo la brutta sconfitta contro il Manchester City che ha quasi compromesso le speranze di accesso agli ottavi della competizione europea. Invece, al Bentegodi di Verona, gli azzurri sono parsi spenti e poco brillanti contro un Chievo tutto arroccato a protezione della propria metà campo. Un vero e proprio bunker quello clivense, che Mertens e compagni non sono riusciti ad abbattere, vuoi per scarsa lucidità e vuoi per la grande attenzione dei giocatori di Maran. Un punto che non può lasciare soddisfatto un Napoli che avrebbe potuto allungare sull’Inter che, poche ore prima, era stata bloccata sul pari da un Torino mai domo, ma la possibilità è sfumata per una prestazione da dimenticare. Sì, proprio così, la prestazione è stata da dimenticare, il lungo possesso palla non ha trovato mai i corridoi giusti per le verticalizzazioni, negli uno contro uno con i dirimpettai, difficilmente è stato saltato l’uomo ed ecco spiegato lo 0-0 finale.
Sono stati troppi gli elementi apparsi scarichi, a dimostrazione che chi viene impiegato ogni tre giorni, succede che risulti appannato e senza idee. A Verona lo sono stati Mertens, Callejon, Hamsik lo è da agosto ma viene sempre schierato, solo Insigne ha provato a fare qualcosina ritrovandosi a predicare nel deserto. Sicuramente l’assenza di un giocatore che attraversava uno strepitoso momento di forma come Ghoulam pesa negli equilibri di squadra, ma sarebbe pretestuoso e non veritiero sostenere che con l’algerino in campo si sarebbe portata a casa l’intera posta in palio. Anche perché, onestamente parlando, Mario Rui è stato diligente e ordinato finché è rimasto in campo, magari non ci sono state le accelerazioni e le sovrapposizioni a cui ci aveva abituato Ghoulam, ma l’ex Empoli potrebbe rivelarsi un sostituto all’altezza. L’infortunio occorso all’eroe della trasferta di Ferrara contro la Spal, è la dimostrazione che impiegare sempre gli stessi elementi, è un rischio per la tenuta fisica, poi succede che si lascino crociati sui rettangoli di gioco e ci si lamenti della sfortuna.
Quando si vuole essere competitivi su più fronti, c’è bisogno di ruotare gli uomini a disposizione, pena infortuni seri o scadimenti fisici. In un campionato così equilibrato in alto, lasciare due punti in casa di una medio-piccola come il Chievo, può pesare nell’economia della classifica, perché per il momento si resta primi in classifica, ma c’è da guardarsi dal ritorno della Juve e da una Roma che vince e convince sia in Champions che in campionato. Al di là del rammarico per la mancata vittoria, c’è un dato importante ed è relativo alla difesa: con otto gol subiti, il Napoli è secondo solo alla Roma che ne ha incassati uno in meno ma deve ancora recuperare una partita. Un buon segnale, soprattutto se rapportato alle statistiche poco lusinghiere degli ultimi anni, significa che comunque c’è più attenzione alla fase difensiva, sperando che questi numeri positivi siano corroborati anche in futuro. Ora c’è la sosta, si dovrebbe tirare il fiato ma saranno in pochi a farlo visti gli impegni con le Nazionali, la certezza è che contro il Milan servirà un Napoli totalmente diverso rispetto a quello di Verona.

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