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Quando James Pallotta era presidente della Roma lui e i suoi collaboratori non sempre apprezzavano le interviste di Rosella Sensi, o di sua mamma Maria, perché ritenevano che il passato dovesse restare tale. Ma alla fine l’ex presidente della Roma, tra Twitter e l’intervista di oggi a “The Athetic”, sceglie comunque la stessa linea: raccontare la verità. O meglio la sua, da Totti a Spalletti, passando per Monchi e Zaniolo e finendo con lo stadio.
“Avevamo grandi sponsor che volevano essere coinvolti. La Coca-Cola era una di questi. Sono andato ad Atlanta per parlare con loro. Sapevamo di avere enormi opportunità di generare ricavi che sarebbero stati reinvestiti nella squadra. Si diceva che Pallotta voleva costruire uno stadio solo per fare soldi per se stesso. Invece era strutturato sotto una holding, quindi c’era la squadra da una parte e lo stadio dall’altra. Dovevamo farlo per evitare il fallimento nel caso in cui fosse successo qualcosa allo stadio”.
Queste invece le parole di Pallotta in merito ai rapporti con Spalletti e Totti: “Con Luciano ho un ottimo rapporto. Ha sempre pensato che ci fossero persone che gli sparavano addosso”. Su Totti: “Voleva fare l’allenatore, ma io gli dissi che doveva capire che per allenare non solo avrebbe dovuto studiare, ma farlo per 80 ore a settimana e che non capivo perché volesse farlo”.
Su Zaniolo, invece, Pallotta conferma che non fu Monchi a volerlo, ma non dà il merito a Massara, che all’epoca seguiva anche la Primavera, ma a Baldini: “ Zaniolo è arrivato al 100% grazie a Franco che ha chiamato l’Inter e gli ha detto che avrebbe voluto Zaniolo. La risposta di Monchi è stata: ‘Chi è?’.
Fonte: gazzetta.it

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